Università della Calabria: l’Anac contesta una selezione per tutor. Dubbi su conflitto d’interessi e verbali

L’Autorità Nazionale Anticorruzione rileva anomalie cronologiche e procedurali in un bando vinto dalla consorte del presidente di commissione, esperto di etica pubblica

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha acceso un faro su una procedura selettiva presso l’Università della Calabria, sollevando seri dubbi sulla trasparenza e sulla gestione del conflitto d’interessi. Al centro della vicenda vi è l’assegnazione di due incarichi di tutorato, uno dei quali è andato alla moglie del funzionario inizialmente nominato presidente della commissione giudicatrice. Lo rivela Il Fatto Quotidiano.

Le incongruenze rilevate dall’Autorità

Secondo quanto emerge dall’analisi dell’Anac, la cronologia degli eventi e la documentazione prodotta presentano diverse criticità. Il 23 settembre 2024, il presidente della commissione, il dottor Diego D’Amico, ha dichiarato la propria incompatibilità alle ore 11:18, motivandola con la presenza della consorte tra i candidati. Tuttavia, l’Autorità definisce “poco verosimile” la dinamica dei fatti riportata nei verbali:

  • Tempistiche ristrette: In soli trenta minuti (dalle 14:00 alle 14:30), la commissione avrebbe dovuto formalizzare il cambio della presidenza, verificare l’assenza di conflitti degli altri membri e predisporre venti quesiti tecnici per la prova orale.

  • Anomalie nei verbali: Il Verbale n. 2 riporta orari contrastanti, con l’apertura della seduta fissata alle 15:00 ma la rilevazione dei candidati indicata alle 9:35 del mattino.

  • Errori formali: I documenti richiamano una determina differente rispetto a quella relativa al bando in oggetto.

Il profilo del protagonista e la linea difensiva

Il caso assume un rilievo particolare in virtù del profilo professionale del dottor D’Amico, responsabile dell’Area Affari Generali dell’Ateneo ed esperto di diritto amministrativo, con specializzazioni specifiche proprio in etica pubblica e prevenzione della corruzione.

Contattato in merito, il funzionario ha respinto ogni accusa di irregolarità, sostenendo di essersi astenuto non appena appresa la partecipazione della moglie alla selezione. D’Amico ha inoltre minimizzato il rilievo economico dell’incarico e ha citato la giurisprudenza costituzionale per sostenere che il legame di parentela non costituisca, di per sé, un’incompatibilità automatica nel contesto universitario.

Le conclusioni dell’Anac

L’Anac non ha accolto le giustificazioni fornite, sottolineando che il problema risiede nella gestione opaca della procedura e nell’efficacia delle misure di prevenzione del conflitto d’interessi. L’Autorità ha dunque trasmesso gli atti all’Università della Calabria, suggerendo la valutazione dell’annullamento in autotutela della selezione e non escludendo il coinvolgimento della Procura per accertare eventuali profili di rilievo penale.

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