Si avvia verso la conclusione il procedimento giudiziario a carico di Rosa Vespa, la 51enne imputata per il sequestro della neonata Sofia, avvenuto il 21 gennaio dello scorso anno. Nel corso dell’ultima udienza, i tre consulenti nominati dal Gup, Letizia Benigno, hanno illustrato le proprie conclusioni circa lo stato psichico della donna al momento del reato.
Le risultanze della perizia psichiatrica
Il collegio peritale ha confermato integralmente quanto già depositato nelle relazioni scritte: Rosa Vespa, all’epoca dei fatti, non presentava patologie o alterazioni tali da annullare o scemare grandemente la sua capacità di intendere e di volere. Nonostante la conferma della piena imputabilità per i fatti contestati, gli esperti hanno tuttavia espresso preoccupazione per le attuali condizioni di salute della donna, sottolineando la necessità di cure mirate e accertamenti clinici costanti.
Il confronto in aula
L’udienza, durata circa quattro ore, ha visto un serrato confronto tecnico tra i periti e le parti in causa:
-
L’Accusa: rappresentata dal Pubblico Ministero Antonio Tridico.
-
La Difesa: affidata agli avvocati Teresa Gallucci e Gianluca Garritano.
-
Le Parti Civili: i legali dei genitori e dei nonni della piccola Sofia (avvocati Paolo Pisani, Chiara Penna, Natascia Gardi e Giuseppe Loccisano).
Verso il verdetto
Il Gup Benigno ha aggiornato il calendario processuale al prossimo 25 marzo. In tale data sono previste la discussione della pubblica accusa, le arringhe dei difensori e gli interventi delle parti civili. La giornata si concluderà con la lettura del dispositivo: l’imputata, avendo scelto di essere giudicata con il rito abbreviato, beneficerà dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.