Si riaccende la tensione sul futuro dell’Amaco, l’azienda di trasporto pubblico locale di Cosenza. Gli oltre cento dipendenti, attualmente in regime di esercizio provvisorio, hanno espresso forte preoccupazione attraverso una lettera-appello indirizzata alla classe politica e alla curatela fallimentare, paventando il rischio di una «macelleria sociale».
Al centro della disputa vi è il cambio di scenario nelle modalità di subentro. Secondo quanto riportato nel documento, la soluzione inizialmente prospettata — che prevedeva il passaggio al consorzio Cometra entro l’1 marzo — appariva come il percorso più lineare per garantire la salvaguardia totale dei livelli occupazionali. Tale piano includeva l’annessione dei servizi ausiliari al Trasporto pubblico locale (Tpl), considerati fondamentali per garantire la sostenibilità economica dell’operazione.
Il nodo degli esuberi e dei servizi
La preoccupazione dei lavoratori è scaturita dalla recente proposta avanzata dal Consorzio Autolinee Tpl. Secondo i firmatari dell’appello, l’offerta avanzata dalla società privata non garantirebbe la continuità per l’intero organico:
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Tagli al personale: I dipendenti segnalano che la proposta scritta prevedrebbe un esubero di circa 20 unità nelle fasi iniziali.
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Natura del servizio: Viene ribadita la volontà di mantenere il servizio nell’alveo della gestione pubblica o, quantomeno, di una transizione che non sacrifichi la dignità dei lavoratori in nome di logiche di profitto.
L’appello alle autorità
Nella nota, i lavoratori respingono le accuse di «ingratitudine», sottolineando come la loro priorità sia esclusivamente la tutela del diritto al lavoro per tutti i componenti della forza aziendale, nessuno escluso. L’istanza finale è un sollecito urgente verso la Regione, la curatela e le parti sociali affinché venga individuata una sintesi che scongiuri licenziamenti e garantisca la stabilità economica attraverso l’integrazione di tutti i servizi precedentemente gestiti da Amaco.