L’ospedale “Annunziata” di Cosenza prosegue il proprio percorso di ammodernamento strutturale e funzionale, sostenuto dalla collaborazione strategica tra l’Azienda Ospedaliera e l’Università della Calabria. L’intesa tra il direttore generale Vitaliano de Salazar e il rettore Gianluigi Greco sta garantendo una presenza costante di accademici, ricercatori e medici specializzandi all’interno dei reparti, elevando il profilo scientifico e operativo del nosocomio cittadino.
Svolta in Cardiochirurgia e Terapia Intensiva
Uno dei pilastri del nuovo piano operativo è l’imminente attivazione di due sale operatorie dedicate alla Cardiochirurgia. L’avvio di questa branca specialistica, supportato dall’assunzione di 23 nuovi infermieri, rappresenta un passaggio storico per la sanità pubblica locale, volto a ridurre drasticamente il fenomeno della migrazione sanitaria verso altre regioni.
Parallelamente, l’area critica riceve un impulso decisivo: il settore della Terapia Intensiva beneficerà di un incremento di 14 posti letto. Questo potenziamento mira a garantire una maggiore capacità ricettiva per i pazienti in condizioni di emergenza e ad alto rischio vitale, ottimizzando la risposta dell’Annunziata alle patologie più gravi.
Risposte alle cronicità: il nuovo reparto di Dialisi
Importanti novità riguardano anche l’area nefrologica. È prevista a breve l’inaugurazione del nuovo reparto di Dialisi, un intervento atteso da tempo per superare i disagi logistici e terapeutici sofferti finora dai pazienti. La nuova struttura è progettata per offrire standard assistenziali elevati e una migliore gestione delle terapie croniche.
Integrazione territoriale e il piano “Sila Protetta”
L’attuale assetto gestionale vede Vitaliano de Salazar alla guida sia dell’Azienda Ospedaliera che, in veste di commissario, dell’Asp di Cosenza. Questa doppia responsabilità sta favorendo una visione d’insieme tra il polo d’eccellenza cittadino e i presidi territoriali.
A seguito delle criticità emerse nelle aree interne, è stato varato il progetto “Sila Protetta”, una strategia mirata a garantire il diritto alla salute anche nelle zone più periferiche (come Longobucco). I punti cardine del piano includono:
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Il potenziamento delle Continuità Assistenziali (guardie mediche).
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L’implementazione della Telemedicina per consulti a distanza.
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Una distribuzione capillare delle ambulanze nelle zone disagiate.
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L’installazione di defibrillatori nei comuni montani, accompagnata da corsi di formazione per i cittadini.
