L’Autostazione di Cosenza torna prepotentemente al centro della cronaca a causa di un nuovo episodio di violenza che ha visto come vittima una donna. L’evento ha innescato la dura reazione di Confail Faisa Calabria, che attraverso una nota ufficiale ha espresso profondo rammarico, riaccendendo i riflettori sulle criticità che da tempo affliggono lo snodo dei trasporti cittadino.
Secondo l’organizzazione sindacale, quanto accaduto non rappresenta un evento sporadico ma il sintomo di una condizione di abbandono e insicurezza strutturale. L’area, considerata un punto nevralgico per la mobilità di pendolari, studenti e turisti nazionali e internazionali, viene descritta come un territorio segnato dal degrado e dalla microcriminalità.
La denuncia del sindacato: «Situazione fuori controllo»
Il sindacato sottolinea come le precedenti segnalazioni siano rimaste inascoltate, evidenziando la fragilità del sistema di prevenzione attuale. Nel comunicato viene messo in rilievo che il presunto aggressore sarebbe un soggetto già noto alle autorità, elemento che per Confail Faisa aggrava la posizione di chi dovrebbe garantire l’ordine pubblico.
«Da anni denunciamo lo stato di incuria dell’autolinea», si legge nella nota. «La nostra preoccupazione è che l’assenza di interventi risolutivi possa portare a episodi ancora più tragici, simili a fatti di sangue già avvenuti in altri snodi ferroviari italiani».
La proposta: presidio militare permanente
Per fronteggiare l’escalation di violenza e tutelare l’incolumità di viaggiatori e operatori del settore trasporti, Confail Faisa Calabria ha avanzato una richiesta formale alle istituzioni competenti:
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Istituzione di una postazione fissa: la creazione di un presidio delle forze armate o di polizia all’interno dell’Autostazione.
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Copertura totale: il servizio di vigilanza dovrebbe essere garantito 24 ore su 24.
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Riqualificazione dell’area: interventi mirati per eliminare le zone di ombra e il degrado che favoriscono i reati di strada.
La richiesta punta a restituire serenità a uno dei principali varchi d’accesso della città, trasformando quello che oggi è percepito come un luogo di rischio in uno spazio sicuro per la cittadinanza.