Sviluppo rurale: la Calabria centra l’obiettivo spesa e supera la media nazionale

Concluso il ciclo PSR 2014-2022 con il 100% delle risorse erogate. Bruxelles certifica il cambio di passo: superati gli stereotipi sui ritardi del Mezzogiorno

La Regione Calabria archivia la stagione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 con un risultato che segna una netta discontinuità rispetto al passato. Nel corso del meeting annuale con la Commissione Europea, l’amministrazione regionale ha presentato il rendiconto finale, certificando il pieno utilizzo dei fondi disponibili: un traguardo che, oltre all’aspetto contabile, assume una forte valenza politica per l’intero Sud Italia.

I numeri del successo: efficienza e capillarità

L’efficacia dell’azione amministrativa è supportata dai dati forniti dall’Assessorato all’Agricoltura. Il piano di interventi ha visto l’attivazione di 424 misure, capaci di generare un volume di circa 270.000 domande. Al termine del ciclo, sono stati oltre 147.000 i beneficiari che hanno usufruito dei finanziamenti, a testimonianza di una distribuzione capillare delle risorse sul territorio.

L’assessore Gianluca Gallo ha sottolineato come la Calabria sia riuscita a scalare le classifiche di virtuosità, attestandosi su livelli di efficienza superiori a regioni storicamente più performanti. “Abbiamo investito ogni centesimo disponibile — ha dichiarato Gallo — dimostrando che il raggiungimento degli standard europei è possibile anche in contesti complessi”.

Il riconoscimento della Commissione Europea

Il cambio di marcia è stato confermato anche da Filip Busz, capo dell’Unità Italia presso la Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. Secondo l’organismo di Bruxelles, le performance della Calabria si collocano oggi al di sopra della media nazionale, contribuendo a sfatare i pregiudizi sulle croniche difficoltà attuative del Mezzogiorno.

Gli interventi hanno coperto ambiti strategici per la tenuta del tessuto rurale:

  • Agricoltura biologica e benessere animale: incentivi per la sostenibilità e la qualità delle produzioni.

  • Infrastrutture e servizi: potenziamento delle reti essenziali nelle aree interne.

  • Cooperazione territoriale: supporto a progetti di rete per l’innovazione agricola.

Verso la nuova programmazione 2023-2027

Chiuso il capitolo precedente, l’attenzione si sposta ora sul Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027. La sfida per la Regione sarà quella di trasformare questo successo eccezionale in una prassi consolidata, garantendo continuità alla capacità di spesa e alla qualità dei progetti. Il confronto con l’Unione Europea ha confermato che la base di partenza è solida, ma l’obiettivo resta quello di stabilizzare questi standard di efficienza per l’intero quadriennio a venire.

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