Crisi PD a Cosenza: nove esponenti istituzionali lasciano il circolo cittadino

Scontro frontale tra eletti e organi di partito: sette consiglieri e due assessori formalizzano l'addio dopo lo strappo della segreteria con la giunta Caruso

Si consuma una rottura definitiva all’interno del Partito Democratico cosentino. Sette consiglieri comunali e due membri della giunta hanno ufficializzato la propria uscita dal circolo cittadino del PD, reagendo duramente alla decisione della segreteria locale di abbandonare la maggioranza che sostiene il sindaco Franz Caruso.

La frattura è diventata insanabile a seguito del comunicato con cui il circolo cittadino ha sancito l’uscita formale dalla coalizione di governo, annunciando una linea di valutazione “provvedimento per provvedimento”. Una mossa definita dai rappresentanti istituzionali di Palazzo dei Bruzi come «grave e politicamente irresponsabile», oltre che contraria a quanto concordato nel vertice tenutosi la scorsa domenica tra gli eletti.

Le ragioni della scissione

I firmatari della nota di addio — tra cui figurano il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, il vicesindaco Maria Locanto e l’assessore Damiano Covelli, insieme ai consiglieri Mascaro, De Paola, Graziadio, Trecroci, Tinto e Ciacco — hanno contestato con fermezza sia il merito che il metodo della scelta radicale del partito.

Secondo gli esponenti istituzionali, la decisione del circolo sarebbe stata assunta senza un reale confronto interno, rompendo unilateralmente un percorso politico condiviso e scaricando sulla città le tensioni di una linea definita «confusa e contraddittoria».

Difesa del mandato elettorale

Nella nota congiunta, i nove firmatari descrivono la fuoriuscita dal circolo come una «decisione sofferta ma inevitabile», dettata dalla volontà di tutelare il mandato ricevuto dagli elettori e la stabilità delle istituzioni cittadine. Il gruppo ha espresso sdegno per quella che viene percepita come una manovra legata a logiche di corrente, capace solo di indebolire l’azione amministrativa e allontanare ulteriormente il partito dalle necessità concrete del territorio.

L’addio collettivo segna un punto di non ritorno nei rapporti tra la delegazione del PD nelle istituzioni e la governance locale del partito, aprendo scenari inediti per gli equilibri politici del capoluogo bruzio.

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