Compiuto il primo passo formale per la riorganizzazione della rete ospedaliera nelle zone interne della Calabria. Il comitato “La Cura” ha depositato presso il Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata al potenziamento dei presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli.
Il modello Hub and Spoke
L’obiettivo centrale della proposta è la trasformazione di queste strutture in ospedali “Spoke”, elevandone lo status e la dotazione tecnologica. Il cuore del progetto prevede l’istituzione di un’unica Azienda Ospedaliera dedicata alla gestione dei quattro plessi montani. Secondo i promotori, l’accorpamento gestionale garantirebbe una maggiore flessibilità nel reclutamento del personale medico e un’ottimizzazione dei costi operativi.
Il percorso legislativo
L’iter procederà tra dieci giorni con la vidimazione delle schede da parte del Consiglio regionale. Successivamente, prenderà il via la raccolta delle 5.000 firme necessarie per la presentazione formale del testo. Il documento è stato redatto da Tullio Laino, esperto di diritto sanitario, partendo da un precedente studio elaborato insieme al chirurgo Giuseppe Brisinda e al giornalista Emiliano Morrone.
Le novità del testo: chirurgia e urgenza
Rispetto a passate interlocuzioni politiche a livello comunale, il nuovo articolato propone una visione più ambiziosa: dotare i quattro ospedali di reparti essenziali quali Chirurgia generale, Terapia intensiva e Cardiologia interventistica.
Le voci del territorio I referenti del comitato sottolineano l’urgenza di invertire la tendenza al ridimensionamento delle piccole strutture:
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Tullio Laino evidenzia la necessità di blindare i piccoli ospedali a fronte di orientamenti nazionali favorevoli ai grandi poli urbani.
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Giovanni Iaquinta e Alessandro Sirianni pongono l’accento sull’efficienza del sistema emergenza-urgenza, giudicata impossibile senza presìdi attrezzati nelle aree interne dopo sedici anni di commissariamento.
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Silvio Tunnera e Rocco La Rizza ribadiscono la “dignità costituzionale” delle comunità montane, individuando nella tutela della salute uno strumento fondamentale per contrastare lo spopolamento e le disuguaglianze sociali.
Alla consegna ufficiale della proposta hanno presenziato numerosi esponenti del comitato, tra cui Rosamaria Audino, Ferruccio Codeluppi, Santo Bifano e Riccardo Allevato.