La fragilità economica della Calabria emerge con prepotenza dai dati relativi al ricorso al credito nel primo semestre del 2025. Secondo l’ultimo osservatorio di Mister Credit-Crif, la quota di cittadini calabresi con almeno un contratto di debito attivo è balzata al 56,1%, segnando un netto incremento rispetto al 47,7% registrato nell’anno precedente.
Questo scenario, già oggetto di denuncia da parte del consigliere regionale Francesco De Ciccio, riflette una crisi strutturale alimentata dall’inflazione e dall’erosione del potere d’acquisto, dove il finanziamento non rappresenta più una leva per investimenti a lungo termine, ma uno strumento necessario alla gestione della quotidianità.
La mutazione del debito: meno immobili, più consumi
Il dato più significativo riguarda la finalità dei prestiti. Solo il 13,3% della popolazione accede a un mutuo per l’acquisto della casa, mentre la maggioranza si affida a forme di credito al consumo:
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Prestiti finalizzati: 53,2% (acquisto di beni specifici come auto o arredamento).
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Prestiti personali: 33,8% (spesso utilizzati per liquidità immediata o spese mediche e scolastiche).
Nonostante l’indebitamento medio sia sceso a 19.292 euro (dai 22.081 del 2024), la rata media mensile è aumentata, attestandosi a 237 euro. Tale paradosso è indicativo di tassi d’interesse più elevati o di scadenze più brevi, che pesano su redditi che la Cgia di Mestre continua a classificare come i più bassi d’Italia.
Mappa provinciale dell’esposizione bancaria
L’incidenza del debito varia sensibilmente tra le province calabresi, con Reggio Calabria che guida la classifica per numero di soggetti coinvolti:
| Provincia | Popolazione Indebitata | Debito Medio | Rata Media |
| Reggio Calabria | 60,0% | € 16.897 | € 223 |
| Crotone | 59,4% | € 18.318 | € 225 |
| Catanzaro | 58,2% | € 21.137 | € 253 |
| Cosenza | 52,8% | € 20.952 | € 242 |
| Vibo Valentia | 50,0% | € 19.158 | € 245 |
La demografia del credito e le nuove insidie
Il fenomeno colpisce principalmente la fascia d’età compresa tra i 25 e i 54 anni, ovvero il nucleo produttivo e demografico della regione. Ad aggravare il quadro contribuisce la diffusione delle formule di pagamento dilazionato online (Buy Now Pay Later) che, seppur percepite come meno impegnative grazie al tasso zero, rappresentano a tutti gli effetti una forma di indebitamento che va a sommarsi alle esposizioni preesistenti.