Lavoro, la CISL Calabria promuove il “Piano GOL Plus”: focus su occupazione stabile e formazione

Il Segretario Generale Giuseppe Lavia interviene alla presentazione delle nuove misure regionali: «Strategia organica, ma ora serve concretezza sui risultati»

Si è svolto oggi l’incontro di presentazione delle nuove misure di politiche attive del lavoro previste dal “Piano GOL Plus” (Garanzia Occupabilità Lavoratori), alla presenza del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e dell’Assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese. All’evento ha preso parte il Segretario Generale della CISL Calabria, Giuseppe Lavia, che ha espresso un giudizio positivo sull’impianto strategico messo in campo dall’esecutivo regionale.

Una strategia integrata contro il mismatch occupazionale

Secondo Lavia, il pacchetto di interventi rappresenta uno sforzo concreto per costruire un sistema di politiche attive efficace. Il piano si articola attraverso diversi bandi che mirano a colpire i punti deboli del mercato del lavoro calabrese:

  • Auto-impiego: per incentivare la nascita di nuove imprese e contrastare il lavoro sommerso.

  • Formazione e competenze: per colmare il divario (mismatch) tra le richieste delle aziende e le qualifiche dei lavoratori.

  • Ricambio generazionale: con focus specifico sul settore dell’artigianato.

  • Sicurezza e infrastrutture: investimenti sulla salute nei luoghi di lavoro e sul potenziamento dei Centri per l’Impiego (CPI).

L’obiettivo della “Messa a terra” e della stabilità

Nonostante la condivisione degli obiettivi, il sindacato sottolinea l’importanza della fase esecutiva. «Sarà essenziale mettere a terra tutte le misure», ha dichiarato Lavia, precisando che il vero metro di valutazione saranno i risultati tangibili. La priorità per la CISL resta la creazione di occupazione stabile, con una particolare attenzione alle categorie più fragili: giovani, donne e NEET (giovani che non studiano e non lavorano).

La sfida del Part-Time in Calabria

A margine dell’incontro, il Segretario ha sollevato una questione critica riguardante la qualità dei contratti nella regione. I dati evidenziano infatti una forte discrepanza con la media nazionale: in Calabria il part-time coinvolge il 43% dei lavoratori, contro il 30% del resto d’Italia.

In tal senso, la CISL ha formalmente richiesto l’attivazione di incentivi specifici destinati a sostenere la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo parziale a full-time, al fine di garantire maggiore dignità economica e stabilità sociale ai lavoratori calabresi.

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