Con l’ultima tappa presso il Museo dei Brettii e degli Enotri, si è concluso con successo l’itinerario di valorizzazione dei luoghi della cultura cosentini promosso dall’associazione Civica Amica APS. Il progetto, avviato circa un anno fa sotto l’impulso della presidente Gilda De Caro, è nato con l’obiettivo di offrire una proposta culturale alternativa e costante, capace di sopperire alla temporanea chiusura della Biblioteca Civica.
Una rete istituzionale d’eccellenza
L’iniziativa ha messo in luce una particolarità significativa del panorama culturale del centro storico di Cosenza: la gestione dei principali poli museali e archivistici è affidata a una leadership interamente femminile. Il percorso ha visto la collaborazione attiva di figure chiave della tutela del patrimonio:
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Adele Bonofiglio (Biblioteca Nazionale)
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Rossana Baccari (Galleria Nazionale)
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Maria Spadafora (Archivio di Stato)
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Marilena Cerzoso (Museo dei Brettii e degli Enotri)
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Antonella Giacoia (Biblioteca “Stefano Rodotà” del Liceo Classico Telesio)
Le tappe del progetto
Il calendario delle attività ha seguito un cronoprogramma rigoroso, finalizzato a riconnettere la cittadinanza con la propria memoria storica. Dopo l’esordio presso la Biblioteca Nazionale, il tour ha fatto tappa ad aprile 2025 alla Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, proseguendo a maggio all’Archivio di Stato. L’ultima fase ha visto il coinvolgimento della Biblioteca “Stefano Rodotà” a fine dicembre 2025, per culminare infine nell’incontro al Museo dei Brettii e degli Enotri.
Risultati e prospettive
La direttrice Marilena Cerzoso ha accolto un pubblico numeroso, confermando l’alto gradimento per un format che ha saputo coniugare rigore scientifico e divulgazione. La partecipazione della comunità è stata superiore alle aspettative, dimostrando come il dialogo tra istituzioni e associazionismo possa generare un progresso sociale concreto.
Il direttivo di Civica Amica ha espresso profonda gratitudine alle direttrici coinvolte, sottolineando come la sinergia creata abbia permesso di mantenere viva la funzione di “supplenza culturale” in un momento critico per le biblioteche cittadine. La memoria delle origini, dunque, non solo come oggetto di studio, ma come motore attivo per lo sviluppo del territorio.

