Si stringe il cerchio attorno alla banda specializzata negli assalti agli sportelli ATM che sta colpendo con frequenza seriale il territorio calabrese. Le indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e della Compagnia di Rogliano, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, hanno portato al fermo di un uomo di origine pugliese, sospettato di far parte del commando che nella notte tra venerdì e sabato ha svaligiato la filiale della Banca Centro Calabria lungo la ex statale 19.
L’intervento e il conflitto a fuoco
L’operazione è scattata pochi istanti dopo la detonazione utilizzata per scardinare il bancomat. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio potenziato proprio per contrastare l’escalation di furti, hanno intercettato i malviventi mentre tentavano la fuga a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio. Nel concitato frangente, i carabinieri hanno esploso alcuni colpi di pistola all’indirizzo della vettura a scopo dissuasivo. Nonostante l’azione dei militari, l’auto è riuscita a dileguarsi a forte velocità, ma la pressione delle forze dell’ordine ha costretto la banda ad abbandonare un complice. L’uomo, rimasto appiedato mentre cercava di imboccare un sentiero rurale, è stato immediatamente bloccato.
L’asse criminale Puglia-Calabria
Secondo la ricostruzione del Procuratore Capo Vincenzo Capomolla, l’indagato risponde dell’ipotesi di reato di furto pluriaggravato in concorso. Il fermo è ora al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari per la necessaria convalida. Gli inquirenti ipotizzano che la vettura utilizzata, risultata rubata in provincia di Bari lo scorso dicembre, sia la stessa impiegata per il colpo messo a segno solo ventiquattr’ore prima a Camigliatello Silano.
Un’escalation preoccupante
Quello di Santo Stefano di Rogliano rappresenta l’ottavo colpo di una sequenza criminale che ha interessato diverse località tra le province di Cosenza e Catanzaro, tra cui Lauropoli, San Marco Argentano, Santa Maria del Cedro e Decollatura. Il coordinamento investigativo interregionale punta ora a identificare gli altri componenti della cellula criminale, la cui operatività transregionale ha spinto le autorità a un sensibile rafforzamento delle attività di prevenzione su tutti gli obiettivi sensibili della regione.