Un’operazione coordinata tra le Procure di Cosenza e Catanzaro ha portato all’arresto di Emanuele Apuzzo, 42 anni, con l’accusa di estorsione aggravata dalle finalità mafiose. L’indagine ha preso il via dalla ferma opposizione di un imprenditore edile, impegnato in una serie di appalti pubblici nel comune di Bisignano, tra cui il rifacimento della rete fognaria e l’ammodernamento del cimitero.
Il tentativo di estorsione
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Apuzzo si sarebbe presentato nei cantieri avanzando richieste di denaro con il tipico frasario delle consorterie criminali, invocando un «aiuto per i carcerati». L’imprenditore, invece di cedere alla pressione, ha prontamente denunciato l’accaduto alla Procura di Cosenza, guidata da Vincenzo Capomolla.
L’operazione dei Carabinieri
Sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Salvatore Curcio, e grazie all’attività dei Carabinieri della Compagnia di Rende guidati dal capitano Andrea Aiello, è stata organizzata una consegna controllata. L’imprenditore ha finto di accettare il pagamento di 3.000 euro, cifra pattuita in incontri monitorati e registrati dalle forze dell’ordine.
Subito dopo la consegna del denaro, avvenuta con banconote preventivamente fotocopiate dai militari, Apuzzo è stato fermato in flagranza. Dalle indagini è emerso che 500 euro della somma erano destinati a Davide Naccarato (59 anni, denunciato), per il presunto ruolo di informatore sul territorio.
Il contesto criminale
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip Andrea Odierno su richiesta del Pm Corrado Cubellotti, riconosce la sussistenza del metodo mafioso. Negli atti d’inchiesta si ipotizza che Apuzzo facesse riferimento alle consorterie operanti nell’area urbana cosentina. Le indagini della Dda pongono inoltre l’attenzione sulle dinamiche criminali della zona, citando figure storiche della malavita locale come punti di riferimento per le attività estorsive.
L’operazione, eseguita venerdì 9 gennaio, rappresenta un segnale significativo del controllo del territorio e dell’importanza della sinergia tra cittadinanza attiva e apparati dello Stato nella lotta alla ‘ndrangheta.