Prosegue la fase di stallo per il Partito Democratico di Rende. Attraverso una delibera della Commissione Regionale di Garanzia, è stato disposto l’annullamento dell’apertura delle urne, segnando la seconda battuta d’arresto per il percorso congressuale cittadino. Il provvedimento giunge in un clima di forte tensione politica per la Federazione di Cosenza, già scossa dalla mozione di sfiducia presentata dalla nuova maggioranza dell’assemblea provinciale contro il segretario Matteo Lettieri.
Il nodo della Commissione di Garanzia
Alla base del blocco formale vi è il ricorso presentato dall’esponente Pino Le Fosse, accolto dall’organo di garanzia regionale. La delibera ha accertato l’illegittimità della Commissione Provinciale di Garanzia di Cosenza, definita “incompleta e non conforme” allo Statuto regionale (Art. 17). Di conseguenza, tutti gli atti adottati da tale organismo a partire dal 15 luglio 2025 sono stati dichiarati invalidi e inefficaci.
L’Assemblea provinciale è stata ora ufficialmente invitata a procedere, entro 30 giorni, all’elezione di una nuova Commissione composta da cinque membri, garantendo il rispetto della parità di genere e del voto limitato.
Equilibri politici e incertezze
Il congresso annullato avrebbe visto in lizza l’unica mozione di Ettore Morelli, espressione dell’area dell’ex consigliere regionale Mimmo Bevacqua, la quale premeva per la chiusura delle operazioni di voto. Tuttavia, le aree che hanno recentemente determinato il cambio degli equilibri in assemblea hanno contestato la regolarità delle procedure, portando al rinvio.
Il circolo di Rende è privo di una guida ufficiale dal 20 maggio 2023, data in cui i poteri dell’ultima segretaria, Annamaria Artese, furono avocati dalla Federazione a seguito delle vicende giudiziarie che interessarono il Comune (e dalle quali Artese è uscita indenne).
Prossime tappe
In attesa che l’organo regionale ripristini le corrette funzioni di controllo e garanzia, la nuova data per la convocazione del congresso è stata fissata per il 16 gennaio 2026, alle ore 16:00. Resta tuttavia l’incertezza sulla reale fattibilità della scadenza, legata alla risoluzione delle controversie statutarie e politiche che stanno interessando i vertici locali del partito.