Con l’approvazione del Bilancio 2025 e il subentro del nuovo esercizio finanziario, il Consiglio Regionale della Calabria si appresta a liquidare le indennità di fine mandato destinate agli ex componenti di Palazzo Campanella. Secondo quanto riportato dal giornalista Antonio Ricchio su Gazzetta del Sud, la somma complessiva messa a disposizione ammonta a circa 350.000 euro, un fondo destinato a chi non ha ripresentato la candidatura o non è risultato eletto nell’ultima tornata elettorale.
Il meccanismo dell’indennità
L’emolumento, spesso equiparato impropriamente al Trattamento di Fine Rapporto (TFR), si basa su un sistema di contribuzione specifica introdotto nel 2019. A fronte di un versamento mensile pari al 3% dell’indennità di carica (circa 150 euro), il consigliere matura il diritto a un premio finale lordo di 5.100 euro per ogni anno di esercizio del mandato.
A titolo esemplificativo, per una legislatura della durata di 4 anni, l’indennità erogata supera i 20.000 euro. Tale importo viene corrisposto indipendentemente dalla maturazione dei requisiti per la pensione differita e può essere richiesto per un massimo di dieci anni di attività parlamentare regionale.
Requisiti e pensioni differite
L’attuale normativa distingue nettamente l’indennità di fine mandato dal trattamento pensionistico (ex vitalizio):
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Indennità Differita: Si percepisce al compimento del 65° anno di età, a condizione di aver esercitato il mandato per almeno 5 anni.
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Requisito Minimo: Per chi non raggiunge il quinquennio di permanenza in Aula, è prevista la possibilità di richiedere il rimborso dei contributi versati (pari all’8,35% dell’indennità lorda mensile) o, in alternativa, proseguire con i versamenti volontari fino al raggiungimento della soglia minima.
Il dibattito sui costi della politica
Il sistema previdenziale e indennitario dei consiglieri regionali calabresi, allineato nel 2019 agli standard delle altre regioni italiane, continua a sollevare riflessioni sulla sostenibilità e sull’equità rispetto ai trattamenti riservati ai lavoratori del settore pubblico e privato. In particolare, viene evidenziato come il rendimento dei contributi versati garantisca, dopo la soglia minima dei 5 anni, una pensione base di circa 980 euro mensili, una cifra destinata a crescere proporzionalmente agli anni di permanenza a Palazzo Campanella.
Attualmente, sono 23 gli ex consiglieri che, avendo cessato il mandato, hanno diritto ad accedere a queste misure assistenziali e previdenziali previa presentazione di apposita istanza agli uffici competenti.