Dopo oltre due anni alla guida della Questura di Cosenza, Giuseppe Cannizzaro lascia l’incarico per assumere nuove funzioni presso la Capitale. Il commiato ufficiale è giunto attraverso una lettera indirizzata alla stampa e alla cittadinanza, in cui il Questore traccia un bilancio del proprio mandato, ponendo l’accento non solo sui risultati operativi, ma soprattutto sul metodo di lavoro adottato.
Un mandato fondato sulla prossimità
Durante i suoi ventisette mesi di permanenza sul territorio, Cannizzaro ha promosso un modello di sicurezza basato sulla partecipazione e sull’ascolto diretto. Nella sua nota, il dirigente ha sottolineato come la gestione della pubblica sicurezza possa essere interpretata come un mero adempimento formale o, al contrario, come una costante immersione nella realtà locale.
«La mia indole mi ha portato a vivere il territorio quotidianamente», ha dichiarato Cannizzaro, rivendicando una gestione improntata alla condivisione delle responsabilità con gli uomini e le donne della Polizia di Stato. Un approccio che ha visto il Questore presente in prima linea tanto nei successi investigativi quanto nelle sfide più complesse, interpretando eventuali obiettivi mancati non come sconfitte, ma come incentivi al miglioramento continuo.
Il passaggio di consegne e il rapporto con l’informazione
Il Questore ha espresso piena fiducia nel suo successore, Antonio Borelli, descritto come un profilo di alto livello e profondo conoscitore delle dinamiche calabresi, augurandogli di proseguire con successo il percorso avviato.
Un passaggio significativo del messaggio è stato dedicato al ruolo degli organi di informazione. Cannizzaro ha riconosciuto ai giornalisti il merito di aver garantito una narrazione corretta e trasparente dell’operato della Polizia di Stato, definendo la comunicazione istituzionale un pilastro fondamentale per il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini.
Cannizzaro conclude la sua esperienza cosentina affermando di lasciare l’ufficio con l’animo sereno di chi ha profuso il massimo impegno per la sicurezza della comunità, consapevole della vastità del lavoro che ancora attende il territorio.