La Calabria attraversa una fase di «grave e persistente siccità» che sta mettendo a dura prova il sistema idrico regionale. La Sorical, società incaricata della gestione delle risorse idriche, ha diffuso un report dettagliato che delinea uno scenario critico, figlio di un trend climatico ormai strutturale. Di fronte alla sensibile riduzione delle portate degli acquedotti e dei livelli degli invasi, l’azienda ha rivolto un appello urgente alla cittadinanza per un uso strettamente responsabile dell’acqua.
La mappa delle criticità: province a confronto
L’analisi territoriale evidenzia sofferenze diffuse in tutti i comparti provinciali, con cali percentuali che segnalano una situazione di pre-allerta per numerosi centri urbani.
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Crotonese: La riduzione delle portate oscilla tra il 25% e il 30%. Interessati gli schemi Sila Badiale, l’acquedotto Brigante-Pulitrea e il Tacina, con ripercussioni che colpiscono i comuni di Cotronei, Petilia e Cutro.
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Catanzarese e Cosentino: La situazione più allarmante riguarda l’acquedotto Savuto, che registra un deficit del 30%, influenzando l’approvvigionamento di 25 comuni, tra cui Lamezia Terme e Soveria Mannelli. Nel catanzarese, l’impianto Limbè-Maricello segna il dato peggiore con un -50% di portata.
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Cosenza e Hinterland: L’acquedotto Abatemarco, pur mostrando una lieve stabilizzazione nell’ultima settimana, resta su livelli inferiori rispetto all’anno precedente, coinvolgendo 26 comuni tra cui Cosenza, Rende e Montalto Uffugo. Segnali negativi giungono anche dall’acquedotto Bufalo.
Focus sugli invasi: Diga del Menta ai minimi
Il quadro più preoccupante si registra nell’area metropolitana di Reggio Calabria. La diga del Menta è segnalata ai «minimi storici», un dato che si somma al calo del 30% registrato dall’acquedotto Tuccio. Anche nel Vibonese la situazione è complessa: la diga dell’Alaco risente del mancato processo naturale di ricarica, limitando drasticamente le possibilità di prelievo per i comuni della zona (tra cui Tropea, Mileto e Zambrone).
Una crisi di sistema
Secondo i tecnici Sorical, non si tratta di un evento episodico ma di una crisi sistemica alimentata dagli effetti dei cambiamenti climatici. La riduzione della rigenerazione naturale delle falde e degli invasi impone una revisione delle abitudini di consumo e una gestione estremamente oculata delle scorte residue per evitare il collasso del sistema distributivo regionale.