Dodici strutture sanitarie calabresi, per lo più realtà periferiche e fragili, sono state “rimandate” dopo l’ultima valutazione del Programma Nazionale Esiti (Pne), rendendo obbligatori audit e revisioni delle pratiche cliniche. Questo dato evidenzia la persistente frammentazione e le carenze del sistema sanitario regionale, in particolare in aree critiche come l’emergenza cardiocircolatoria e l’ictus.
Il quadro, tuttavia, non è uniformemente negativo. Quattro strutture calabresi hanno mostrato miglioramenti significativi, risalendo la china negli standard di qualità: gli Ospedali Riuniti (ex “La Madonnina”) di Cosenza, la Casa di Cura “Cascini” di Belvedere Marittimo, l’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, e il Policlinico “Madonna della Consolazione” di Reggio Calabria.
Nonostante i progressi isolati, i dati del Pne rivelano criticità difficili da ignorare:
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Cardiologia: La percentuale di pazienti con infarto trattati con angioplastica entro 90 minuti scivola spesso sotto il 60%, ben al di sotto delle soglie minime.
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Chirurgia Cardiaca: La mortalità dopo interventi alle valvole cardiache supera il 4%, il doppio della mediana nazionale (2%).
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Ostetricia: Il tasso di tagli cesarei supera ostinatamente il 25%, sintomo di inappropriatezza clinica e carenze organizzative.
Il Pne ha anche identificato aree di alta qualità, dimostrando che l’eccellenza è possibile. In ambito osteomuscolare, l’Istituto Ortopedico del “Mezzogiorno d’Italia” di Reggio Calabria, la Casa di Cura “Scarnati” di Cosenza e “Villa del Sole” di Catanzaro hanno raggiunto valutazioni “molto alte” su diversi indicatori.
La Calabria rimane in coda rispetto alla media nazionale per complessità oncologica, urgenza e percorso nascita, perpetuando un divario che alimenta l’emigrazione sanitaria. Tuttavia, il Pne agisce come uno specchio: pur riflettendo le ferite di anni di commissariamento e carenze croniche, mostra che l’imposizione di criteri chiari e l’accompagnamento delle strutture possono innescare un processo di miglioramento, un segnale di speranza per il futuro del sistema sanitario calabrese.