La provincia di Cosenza piange Mabel Bocchi leggenda del basket femminile italiano

Nata a Parma nel 1953, la Bocchi è considerata da molti la più grande cestista italiana di tutti i tempi, viveva a San Nicola Arcella sul Tirreno cosentino

Il mondo della pallacanestro italiana è in lutto. Si è spenta nella sua casa di San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza, Liliana Mabel Bocchi, per tutti semplicemente Mabel, icona della palla a spicchi azzurra. Nata a Parma nel 1953, la Bocchi è considerata da molti la più grande cestista italiana di tutti i tempi, un talento cristallino capace di dominare i parquet nazionali e internazionali per oltre un decennio. È stata stroncata a 72 anni da una brutta malattia.

Il suo nome è indissolubilmente legato alla squadra di Sesto San Giovanni, con cui ha costruito un palmarès impressionante: 8 Scudetti (1970, 1971, 1972, 1974, 1975, 1976, 1977 e 1978) e 1 Coppa dei Campioni (1978)

Anche in Nazionale ha lasciato il segno con ben 113 presenze e 984 punti. Le sue imprese con la maglia azzurra includono: una medaglia di bronzo agli Europei di Cagliari 1974 e i Campionati del Mondo del 1975 in Colombia, dove fu la seconda miglior realizzatrice del torneo e venne eletta dalla FIBA miglior giocatrice al mondo.

Dopo il ritiro, Mabel Bocchi non ha abbandonato il mondo dello sport, collaborando con la stampa e la televisione. Ha condotto in Rai la popolare trasmissione La Domenica Sportiva e ha collaborato con La Gazzetta dello Sport. Nel 2007 è stata meritatamente inserita nella Hall of Fame della pallacanestro italiana, di cui è stata la giocatrice più celebre di sempre. L’ultima parte della sua vita l’ha vista ritirarsi nel suo “buen retiro” calabrese di San Nicola Arcella, sul Tirreno cosentino, il luogo dove si è spenta.

In una recente intervista al Corriere della Sera, Mabel aveva espresso il suo profondo legame con la Calabria: “Qui abita mia sorella Ambra, il caldo fa bene alle mie povere ossa, perché qui c’era il villaggio del bridge, perché ho spazio per gli animali, perché Milano è cara. Zero rimpianti: avevo come alternative Kenya e Tanzania, ma in Calabria ho trovato un mix equilibrato di situazioni. Faccio i fatti miei, eppure mi conoscono. E non sono quella che giocava a basket, ma sono Mabel: a Milano conoscevo solo il vicino di pianerottolo. Ho venduto casa, ho acquistato qui, mi è rimasto qualcosa: in Calabria si spende meno”.

Con la sua scomparsa, il basket italiano perde non solo un’atleta leggendaria, ma anche un pezzo della sua storia più gloriosa.

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