Pasquale Tridico, già presidente dell’Inps e candidato di punta del centrosinistra alle ultime elezioni regionali, ha formalizzato nella giornata di ieri le sue dimissioni dal Consiglio regionale della Calabria. La decisione, maturata dopo appena due sedute dall’inizio della legislatura, è stata motivata dalla volontà di mantenere il suo ruolo di parlamentare europeo, al fine di “rappresentare e difendere anche a Strasburgo le ragioni della Calabria”.
L’abbandono del seggio da parte di Tridico, figura chiave nella costruzione dell’intergruppo di opposizione, spiana la strada all’ingresso nell’assemblea elettiva calabrese di Elisabetta Barbuto, già parlamentare del Movimento 5 Stelle (M5S) e candidata nella medesima lista. Barbuto prenderà parte alla riunione del Consiglio regionale in programma per domani, giovedì 27 novembre, rafforzando la rappresentanza pentastellata finora guidata dalla capogruppo Elisa Scutellà.
Pressing M5S sulla Giunta per i precari
L’ingresso di Barbuto si colloca in un contesto di forte tensione politica, in particolare sulla vertenza dei tirocinanti (Tis). La capogruppo M5S, Elisa Scutellà, sta esercitando un intenso pressing sulla Giunta regionale guidata dal Presidente Roberto Occhiuto per trovare una soluzione definitiva per i precari esclusi dai percorsi di stabilizzazione.
L’Esecutivo regionale ha recentemente dato mandato al dipartimento Lavoro di elaborare una soluzione-ponte della durata di sei mesi. Tuttavia, tale misura non è considerata sufficiente dalla consigliera Scutellà, la quale sostiene che la questione non possa più essere trattata come un mero problema tecnico:
“Si tratta di un nodo che riguarda giustizia sociale, continuità dei servizi pubblici e rispetto per chi da anni contribuisce al funzionamento degli enti locali”.
Le richieste dell’opposizione
Scutellà ha richiesto un quadro chiaro di programmazione per eliminare le incertezze che gravano sia sulla vita dei tirocinanti sia sull’operatività degli enti locali. In un’interrogazione formale, la capogruppo M5S sollecita la Regione a indicare quali strumenti concreti saranno adottati per i TIS non stabilizzati, citando tra le opzioni finanziamenti dedicati, percorsi formativi, misure di accompagnamento al lavoro e garanzie di tempistiche certe.
Cruciale, secondo Scutellà, è il pieno coinvolgimento di Comuni e sindacati per garantire che il nuovo percorso sia condiviso e realmente aderente alle esigenze territoriali. La consigliera, inoltre, esorta l’avvio di un confronto formale con il Governo nazionale per incrementare le risorse da destinare ai Comuni, considerate attualmente insufficienti per assicurare stabilizzazioni durature e strutturali.