Nonostante i recenti provvedimenti governativi, la tensione all’interno dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) resta alta. Il martedì 25 novembre, i lavoratori e le lavoratrici dell’ente incroceranno le braccia e organizzeranno presidi dalle 10:00 alle 12:30 davanti alle Prefetture di Catanzaro e Cosenza. L’iniziativa, promossa da FP CGIL, UILPA e USB PI, mira a denunciare l’insufficiente supporto al personale, cruciale nella lotta contro l’illegalità e per la sicurezza sul lavoro.
La piattaforma rivendicativa si muove tra luci e ombre delle ultime disposizioni legislative, ribadendo la necessità di passare urgentemente dalle dichiarazioni di intenti a fatti concreti.
Un primo segnale positivo è arrivato con l’approvazione del Decreto sicurezza sul lavoro (D.L. n. 159), che ha innalzato il fondo per l’efficientamento da 20 a 30 milioni di euro annui e autorizzato l’assunzione di 300 nuove unità ispettive (ordinarie e tecniche) nel triennio 2026-2028. Queste misure sono accolte come un passo verso una retribuzione più equa.
Tuttavia, il clima rimane di forte delusione a causa dell’espulsione, in fase di esame, di due norme fondamentali che erano presenti nel testo approvato inizialmente in Consiglio dei Ministri. Si tratta dell’introduzione di misure di welfare migliorative e della possibilità per l’INL di utilizzare fondi del proprio bilancio per spese informatiche e sicurezza delle sedi. I sindacati puntano il dito contro l’intervento della Ragioneria Generale dello Stato, sostenendo che l’inerzia del Ministero del Lavoro non sia riuscita a tutelare queste disposizioni cruciali per la dignità lavorativa e l’operatività dell’ente.
La protesta pone in luce la profonda crisi di attrattività che sta colpendo il settore ispettivo. Nonostante le alte responsabilità nella prevenzione di infortuni e morti sul lavoro, e nel contrasto ai macro-fenomeni di illegalità, la retribuzione è giudicata inadeguata. I risultati sono drammatici: l’ultimo concorso per mille ispettori tecnici non riuscirà a coprire nemmeno la metà dei posti a bando.
“Siamo stanchi di essere chiamati in causa solo dopo le tragedie,” affermano i sindacati, che chiedono di valorizzare il ruolo sociale dell’INL (inclusa la tutela delle lavoratrici madri e il contrasto alle discriminazioni di genere) con investimenti veri.
Le richieste all’attenzione del Parlamento, in vista della conversione del Decreto-Legge, sono chiare:
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Autorizzazione all’Uso del Bilancio: Permettere all’INL di destinare parte del proprio bilancio a forme di welfare aziendale e all’istituzione di un sistema indennitario, a partire dall’indennità per la funzione ispettiva, oggi inesistente.
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Ammodernamento Strutturale: Intervenire con urgenza per rafforzare la struttura informatica e migliorare la sicurezza delle sedi.
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Qualità della Vigilanza: Superare la “logica svilente dei numeri” per concentrarsi su un’attività di vigilanza mirata all’aggressione dei macro-fenomeni di illegalità.
I lavoratori concludono l’appello con una richiesta perentoria: reintrodurre le norme espunte per rendere l’Ispettorato Nazionale del Lavoro un ente realmente più attrattivo e funzionale alla sicurezza e legalità del Paese.