Nuovo successo internazionale per l’Unical nel Report sulla sostenibilità
L’Università della Calabria (Unical) si è guadagnata un posto di rilievo nella prestigiosa classifica “QS World University Rankings: Sustainability 2026”, che ha analizzato le performance di ben 2.000 atenei distribuiti in 106 nazioni a livello globale.
Il campus di Arcavacata si è attestato alla 620ª posizione mondiale e figura tra le 57 università italiane incluse nel rapporto. A livello nazionale, l’Unical si colloca alla 25ª posizione, dimostrando un impegno tangibile e risultati significativi nelle metriche esaminate.
Le performance di dettaglio
L’istituzione accademica bruzia ha ottenuto un punteggio complessivo di 64,4 punti, con valutazioni particolarmente elevate in aree chiave della sostenibilità. Le performance più significative sono state registrate in:
-
Buona Governance: 89,1
-
Salute e Benessere: 88,5
-
Scambio di Conoscenze nell’Ambito della Sostenibilità: 82,9
-
Ricerca Ambientale: 66,5
Altri punteggi includono l’Educazione Ambientale (55,4) e la Sostenibilità Ambientale (30,6). Parallelamente, l’Unical si distingue anche nelle classifiche per materia: il dipartimento di Computer Science è stato inserito tra i migliori a livello globale, mentre la Chimica fa il suo ingresso nel report per la prima volta, a testimonianza della crescente qualità della ricerca.
Prospettive e contesto nazionale
Questo risultato rappresenta un inizio incoraggiante per il Rettore Gianluigi Greco, insediatosi da poche settimane. Gli analisti di QS, nel loro scrutinio, pongono l’accento sugli investimenti volti alla transizione energetica e all’innovazione promossi dagli atenei.
La classifica italiana vede in testa l’Università di Padova, seguita da nomi di prestigio come il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, l’Università di Milano e l’Università La Sapienza di Roma.
Il rapporto di QS sottolinea come i progressi dell’Italia riflettano l’intensificazione delle ambizioni nazionali in materia di sostenibilità. Il Paese sta infatti canalizzando investimenti verso la transizione verde, la ricerca e l’innovazione, spingendo le università ad ampliare la ricerca sul clima, a rafforzare la governance ambientale e a integrare i principi di sostenibilità sia nell’insegnamento che nelle attività di campus.