Rende, nuova gestione per il Parco acquatico Santa Chiara: via alla consultazione pubblica

Il Comune avvia una fase di ascolto per raccogliere proposte sul futuro della struttura dopo il dissequestro

Il Parco acquatico Santa Chiara di Rende è stato ufficialmente dissequestrato, dopo i fatti critici della scorsa estate, e l’amministrazione comunale ha avviato una consultazione preliminare di mercato per definire il nuovo modello gestionale della struttura. La consultazione, attiva da due giorni, è finalizzata a raccogliere idee, proposte e soluzioni da operatori economici e soggetti interessati, in vista della predisposizione di una gara pubblica.

Il complesso Santa Chiara è uno dei più grandi e articolati del territorio, con un’estensione che comprende aree sportive e ricreative, una piscina coperta, Spa-Fitness, palestra, auditorium, ristorante, aree giochi per bambini, campi sportivi, un lago navigabile con pontili, bacino balneabile con spiaggia e ampie zone verdi.

L’obiettivo del Comune, come indicato nella delibera firmata dal dirigente Didonna, è individuare un soggetto gestore – singolo o associato – che possa garantire una conduzione efficiente, sostenibile e valorizzante del patrimonio pubblico. La struttura dovrà essere utilizzata anche come luogo di aggregazione e promozione territoriale, e dovrà essere messa a disposizione gratuitamente per almeno 12 giornate l’anno, da dedicare a iniziative istituzionali, culturali o sportive.

“L’Amministrazione manifesta il proprio interesse a ricevere proposte finalizzate alla definizione di modalità di gestione unitaria della struttura, nonché all’ampliamento, al potenziamento e alla qualificazione dei servizi”, si legge nel testo ufficiale dell’avviso. I contributi richiesti dovranno offrire elementi tecnici, organizzativi ed economici per costruire una procedura trasparente e competitiva.

In passato erano già stati tentati due bandi di gara, entrambi andati deserti: il primo per la riqualificazione e gestione ventennale del parco, con un investimento previsto di oltre 2 milioni di euro; il secondo per la sola gestione, dal valore di 570mila euro. La nuova proposta dell’amministrazione prevede un affidamento fino a 30 anni, con compiti che includono la manutenzione ordinaria e straordinaria, sorveglianza, assistenza agli utenti e messa a regime degli impianti.

Gli operatori interessati potranno presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 12 del 15 gennaio 2026, tramite busta sigillata al protocollo comunale, secondo quanto indicato nell’avviso pubblicato.

Con questa consultazione, il Comune di Rende punta a costruire un progetto condiviso e trasparente, capace di restituire alla comunità una struttura pienamente operativa e valorizzata.

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