Silenzio istituzionale e incertezza sul futuro. È questo il clima che si respira tra i dipendenti dell’Amaco, l’azienda di trasporto pubblico, in attesa di un segnale concreto da parte della Regione Calabria. Dopo le elezioni e la definizione del quadro politico, ci si aspettava un’accelerazione sulle decisioni promesse. Invece, tutto è fermo.
L’attesa riguarda la scadenza dell’ultima proroga dell’esercizio provvisorio, fissata per il 31 gennaio, che si avvicina senza che si intravedano soluzioni. In particolare, il progetto di trasferimento dell’Amaco sotto la gestione della Cometra, ipotizzato circa due mesi fa e indicato come via d’uscita, non ha ancora avuto sviluppi operativi. La mancanza di azioni concrete da parte della Regione e la lentezza nel dare seguito agli accordi preliminari stanno generando forte preoccupazione tra i lavoratori, che temono di dover affrontare conseguenze occupazionali gravissime.
Il curatore fallimentare Ferdinando Caldiero, che segue la procedura di gestione straordinaria dell’azienda, ha annunciato l’intenzione di avviare la procedura prevista dalla legge 23, che regola i licenziamenti collettivi. Questo potrebbe avvenire già dalla prossima settimana, con una comunicazione ufficiale alle organizzazioni sindacali, alla Prefettura e agli altri soggetti interessati. L’obiettivo del curatore è quello di sbloccare lo stallo e forzare un intervento immediato da parte della Regione.
Secondo quanto emerso in un recente incontro con i rappresentanti sindacali, Caldiero è intenzionato a procedere con la formalizzazione del percorso di licenziamento, che prevede un iter preciso, composto da varie fasi di consultazione e confronto tra le parti. Questo processo, però, potrebbe essere evitato solo attraverso un intervento tempestivo da parte della Regione, che è chiamata a trovare una soluzione strutturale per salvare i posti di lavoro e rilanciare l’azienda.
Centrale in questa fase è il ruolo dell’assessore Gianluca Gallo, riconfermato nella nuova giunta regionale, che da tempo segue personalmente la vertenza. I lavoratori e le organizzazioni sindacali si aspettano un segnale forte, capace di evitare l’ipotesi dei licenziamenti e garantire la continuità occupazionale.
In un contesto già segnato da difficoltà economiche e instabilità occupazionale, la vicenda Amaco rischia di trasformarsi nell’ennesimo fallimento di governance locale, con oltre cento famiglie che vedrebbero compromessa la propria sicurezza economica. I prossimi giorni saranno dunque decisivi per capire se la politica saprà rispondere con responsabilità o se si aprirà un nuovo fronte di tensione sociale nel cuore della Calabria.