A Cosenza, nel Pd, il tempo sembra essersi fermato ai disastri del passato. Con le elezioni provinciali ormai alle porte, tra i corridoi del partito si ripetono strategie sottovoce e decisioni prese nei “caminetti” delle correnti, mentre la base chiede una svolta radicale. A rilanciare il confronto è l’associazione politica “Controcorrente”, che torna a denunciare una gestione autoreferenziale e senza trasparenza, incapace di imparare dalle sconfitte del 2014 e del 2022.
Nel 2014 fu Mario Occhiuto a strappare la guida della Provincia al centrosinistra, grazie alla spaccatura provocata dalla candidatura imposta di Gianni Papasso, decisa dai vertici nazionali e mai condivisa con il territorio. L’assenza di una linea unitaria portò parte dell’elettorato a sostenere il civico Marcello Manna, consegnando la vittoria al centrodestra dopo oltre quarant’anni di guida progressista.
Lo stesso copione si è ripetuto nel 2022. Anche allora, la divisione interna tra l’autonomo Flavio Stasi e il candidato ufficiale del Pd, Ferdinando Nociti, ha spalancato le porte al successo di Rosaria Succurro, attuale presidente di centrodestra. Due sconfitte fotocopia, nate da logiche di potere e da candidature calate dall’alto, senza coinvolgimento reale di sindaci e amministratori locali.
Secondo Controcorrente, il rischio di ripetere quegli errori è oggi più alto che mai. Dopo la recente sconfitta alle regionali, la discussione sulle prossime elezioni provinciali procede solo in privato, tra pochi dirigenti, senza alcun confronto pubblico. Le correnti proteggono equilibri interni e vecchie posizioni, lasciando ancora una volta fuori partiti, sindaci, associazioni e cittadini. Uno schema già visto, e che secondo l’associazione porterà con sé le stesse conseguenze disastrose.
Ma Controcorrente propone un’alternativa: una discussione aperta e partecipata, con il coinvolgimento diretto dei sindaci, dei partiti della coalizione e della società civile, per selezionare liste e candidati competitivi, capaci di rappresentare davvero il territorio. Un processo che, sottolineano, potrebbe essere guidato attraverso le primarie di coalizione, strumento utile a costruire un consenso dal basso e una legittimazione democratica del candidato alla presidenza.
Il messaggio è chiaro: oggi il centrosinistra governa i tre comuni più grandi della provincia di Cosenza, e solo per autolesionismo potrebbe consegnare di nuovo l’ente al centrodestra. Per questo, l’appello di Controcorrente è rivolto direttamente al nuovo segretario provinciale Vittorio Lettieri, chiamato a rompere con il passato e convocare subito una direzione tematica sulle provinciali, per avviare un percorso di convergenza ampio e trasparente.
In gioco non c’è solo la guida di un ente locale, ma la credibilità di un’intera area politica. Se il Pd vorrà evitare l’ennesima sconfitta annunciata, dovrà abbandonare le logiche di chiusura e frammentazione, aprendo finalmente uno spazio reale di confronto con il territorio.