Le polemiche sull’Alta Velocità in Calabria viaggiano più rapide dei treni, alimentate da un acceso confronto tra Bruxelles, Roma e Catanzaro. Al centro del dibattito politico e istituzionale c’è la presunta esclusione della regione dai nuovi piani infrastrutturali dell’Unione Europea, che ha spinto il Movimento 5 Stelle a presentare un’interrogazione ufficiale alla Commissione UE.
La denuncia arriva dai deputati europei del M5S, con in prima linea l’europarlamentare Pasquale Tridico. Secondo il gruppo politico, il nuovo schema infrastrutturale dell’Alta Velocità elaborato a livello comunitario ignorerebbe il Mezzogiorno e in particolare la Calabria, in violazione dell’articolo 170 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), che impone il collegamento e la coesione tra le regioni più svantaggiate. Inoltre, nel testo presentato si fa riferimento anche al Regolamento Ue 2024/1679, che stabilisce il completamento della rete core entro il 2030 e di quella estesa entro il 2040, coinvolgendo tutte le aree europee.
Nell’interrogazione, pubblicata in anteprima dalla stampa, vengono sollevati tre interrogativi principali:
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Quali criteri oggettivi ha usato l’UE per definire le priorità della rete Ten-T in relazione al principio di coesione?
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Esiste un piano per rivedere la mappa degli investimenti, includendo anche il Sud Italia?
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Quali misure concrete intende adottare la Commissione per evitare un’Europa a due velocità sul fronte delle infrastrutture?
Il centrodestra ha replicato duramente, minimizzando la portata della polemica. In particolare, l’eurodeputata calabrese di Forza Italia, Giusi Princi, ha bollato la notizia come infondata, accusando il M5S di alimentare allarmismi su basi poco solide. Secondo Princi, la Calabria non è affatto esclusa dai piani AV europei: è anzi parte integrante della rete Ten-T, e nello specifico del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, uno degli assi strategici che collegano l’Europa settentrionale alla Sicilia.
La deputata ha inoltre chiarito che le mappe circolate negli ultimi giorni sono solo infografiche semplificate, con collegamenti tra capitali europee, e non rappresentano fedelmente la complessità delle infrastrutture previste. Al contrario, i documenti ufficiali – comprese le rappresentazioni tecniche allegate al piano della Commissione – mostrano con precisione la presenza della Calabria all’interno del sistema AV, compresi i tratti tirrenico e adriatico.
La stessa Commissione europea, sottolinea Princi, prevede il completamento progressivo della rete ad alta velocità entro il 2040, includendo anche le tratte meridionali, ritenute fondamentali per l’efficienza complessiva del progetto. «Ogni tratto incompleto comprometterebbe l’intera rete», si legge nei documenti ufficiali.
In attesa di una risposta formale da Bruxelles, lo scontro politico prosegue, con il Movimento 5 Stelle che chiede maggiore chiarezza e azioni concrete da parte del Governo italiano e della Regione Calabria. Il rischio, secondo l’opposizione, è quello di cristallizzare una diseguaglianza infrastrutturale tra Nord e Sud, con effetti negativi sullo sviluppo economico e sociale del Meridione.