Un’operazione dei carabinieri ha portato alla luce un vasto deposito di droga in un appartamento di Rende e all’arresto di Fabrizio Marino, 42 anni, trovato inizialmente in possesso di cocaina. Durante un controllo il sospetto è stato fermato e i militari hanno rinvenuto una ventina di grammi di cocaina nell’auto, quantità che ha subito insospettito gli investigatori per la possibile destinazione allo spaccio e non per uso personale.
Dalla perquisizione successive è scaturita la scoperta decisiva: grazie al ritrovamento di un mazzo di chiavi nella disponibilità dell’indagato, i carabinieri hanno potuto aprire la porta dell’appartamento rendese e procedere al controllo dell’immobile. All’interno sono stati sequestrati tre chili di hashish, due chili di marijuana, 500 grammi di cocaina di elevata purezza e 47 grammi di “live resin”, un concentrato di cannabis noto negli ambienti dei consumatori. Nel corso dell’ispezione è stata inoltre trovata una pistola a tamburo con matricola abrasa, corredata dal relativo munizionamento.
L’attività investigativa, condotta sotto il coordinamento del capitano Andrea Aiello e del colonnello Andrea Mommo, ha portato alla redazione di un dettagliato rapporto che è stato trasmesso al procuratore capo Vincenzo Capomolla, il quale ha iscritto un fascicolo per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Marino è stato sottoposto agli arresti domiciliari e gli è stato imposto l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.
Le verifiche sul reperto bellico sono state affidate ai periti balistici, chiamati a stabilire se l’arma fosse stata impiegata in episodi criminali avvenuti sul territorio. L’esito di questi accertamenti potrà aprire ulteriori sviluppi d’indagine.
Il caso osserva una cornice più ampia: il consumo di stupefacenti nell’area urbana è aumentato in modo preoccupante negli ultimi anni, con una diffusione che interessa soprattutto il mondo giovanile. Secondo gli investigatori, le piazze di spaccio si estendono nella fascia che comprende Cosenza, Mendicino, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, dove le droghe leggere e pesanti vengono vendute in modo capillare.
L’operazione ha colpito una delle principali fonti di guadagno illecito nell’area urbana e mette in luce la complessità delle reti che alimentano il mercato degli stupefacenti. La quantità e la varietà dei prodotti sequestrati — dalla cocaina altamente raffinata al concentrato “live resin” — confermano come le dinamiche del traffico si siano evolute includendo anche sostanze più sofisticate e richieste.
Le autorità hanno sottolineato che l’arresto rappresenta un passo importante per arginare il fenomeno, ma che il contrasto alla diffusione degli stupefacenti richiederà ulteriori indagini e un lavoro costante sul territorio. L’esito delle analisi balistiche sull’arma e le successive attività investigative potranno chiarire ruoli, canali di approvvigionamento e eventuali collegamenti con altre realtà criminali.