Emergenza idrica a Rende: disservizi e sprechi in città, la situazione resta critica

Le difficoltà nella gestione dell’acqua continuano a pesare sui residenti (Roges la zona più "colpita"), con interventi strutturali richiesti per risolvere il problema a lungo termine

La gestione dell’emergenza idrica a Rende continua a suscitare preoccupazione tra i residenti, con disservizi sempre più frequenti e una rete idrica che presenta gravi carenze. Seppur non in tutte le zone della città, in alcune aree la carenza d’acqua è diventata un problema quotidiano, con interruzioni del servizio che si verificano regolarmente. Nella giornata di ieri, il Consiglio comunale di Rende ha discusso la questione, con l’assessore Andrea Cuzzocrea che ha affrontato il problema in modo diretto, chiedendo la collaborazione di tutti gli attori istituzionali e tecnici coinvolti.

Cuzzocrea ha spiegato che il principale motivo delle interruzioni è la riduzione delle portate d’acqua ai serbatoi principali che servono la città. Rende, che ospita circa 40.000 abitanti, è alimentata da tre schemi idrici, tra cui quelli di Abatemarco e Capodacqua. Secondo l’assessore, lo schema di Abatemarco ha subito una significativa riduzione, con una carenza che interessa non solo la città ma anche le frazioni limitrofe, che insieme al comune di Rende ospitano un numero elevato di residenti. In attesa degli interventi strutturali necessari, l’assessore ha chiesto pazienza da parte dei cittadini e degli amministratori condominiali.

Il Direttore generale di Sorical, Giovanni Paolo Marati, ha riconosciuto i disagi causati dalla situazione, scusandosi per le interruzioni del servizio, che però non sono direttamente imputabili alla società. Marati ha sottolineato che la gestione del servizio idrico integrato in Calabria è partita con un forte ritardo e che i problemi sono legati a un sistema che necessita di interventi urgenti. Il direttore ha poi aggiunto che la rete idrica presenta pressioni molto alte, il che crea difficoltà nella distribuzione, in particolare in edifici alti. Interventi “chirurgici” su alcune parti della rete potrebbero migliorare il controllo e la gestione delle emergenze, ma la situazione rimane complessa, con problemi strutturali evidenti su un sistema di 130 km di reti che alimenta anche 26 comuni.

Nonostante le difficoltà, Marati ha precisato che la disponibilità d’acqua non è insufficiente: tra Cosenza e Rende, la fornitura è di circa 600 litri per abitante al giorno, un valore superiore alla media, che si aggira tra i 300 e i 350 litri. Tuttavia, è necessario un miglioramento nella gestione della distribuzione e una riduzione delle perdite e degli sprechi, dovuti anche alle alte pressioni della rete. Un altro problema emerso riguarda il mancato incasso da parte dei condomini, con il 65% degli importi non ancora riscossi, una situazione che rende difficile garantire un servizio efficiente e continuo.

Le zone più colpite dai disservizi sono Roges (paga sempre il prezzo più alto), Commenda, Arcavacata, Surdo e Sant’Agostino, mentre il servizio idrico risulta regolare in altre aree come Unical, Quattromiglia e Cep. In un incontro recente, Sorical ha discusso con gli amministratori di condominio sulle modalità di pagamento e sul bisogno di abituare i cittadini a un cambiamento nelle modalità di gestione del servizio.

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