Il giudizio della Procura regionale della Corte dei conti sul rendiconto 2024 della Regione Calabria mette in evidenza le persistenti criticità nella gestione delle partecipazioni societarie e delle aziende regionali. Queste realtà, spesso etichettate come “carrozzoni”, continuano a sollevare dubbi circa la loro efficienza, e sono al centro di un processo di razionalizzazione ancora incompleto, che resta una delle principali sfide per il governatore Occhiuto, riconfermato di recente alla guida della Regione.
La Corte dei conti ha definito il quadro complessivo come “complesso”, con significativi ritardi e inefficienze nelle liquidazioni delle partecipazioni regionali. Nel 2024, su 15 partecipazioni, 8 sono attive, 5 in fallimento, 1 in liquidazione e 1 con opzione di recesso. Nonostante alcuni progressi, come la conclusione della procedura fallimentare dell’Aeroporto S. Anna e la trasformazione della società Tech4You, persistono problemi di lunga durata legati a numerose altre partecipate.
Tra le criticità, si segnala la Sogas S.p.A., dichiarata fallita nel 2016 e ancora in liquidazione, con scarse prospettive di recupero del credito di 1,49 milioni di euro. Anche il Progetto Magna Graecia Srl, fallito nel 2017, e il Consorzio CIES, in fallimento dal 2011, continuano a dipendere dalla definizione di ricorsi legali, con tempi indefiniti per la conclusione delle procedure. La Fondazione Calabresi nel Mondo è in attesa del pagamento dei creditori, mentre la chiusura della procedura per Comac nel 2025 appare altamente incerta, in considerazione dei ritardi processuali.
La Procura della Corte dei conti ha osservato che i ritardi nelle liquidazioni non riguardano solo aspetti amministrativi, ma si traducono in una profonda inefficienza nella gestione delle risorse pubbliche. Questi processi di liquidazione prolungati continuano a generare costi operativi e amministrativi significativi, che gravano sul bilancio regionale e contribuiscono a un potenziale danno all’erario.
Inoltre, l’efficacia delle misure di spending review appare limitata. Diverse partecipate, tra cui Sorical, Field e Art-Cal, non hanno fornito la documentazione contabile richiesta o non hanno rispettato gli obiettivi di contenimento della spesa. I trasferimenti agli enti sub-regionali sono aumentati significativamente, passando da 311,3 milioni nel 2023 a 373,3 milioni nel 2024, con un ritorno ai livelli del 2022. Tuttavia, la mancanza di dati chiari sui risparmi ottenuti e la continua incapacità di controllo ha generato un ambiente in cui l’inefficienza della spesa e la mala gestione rischiano di proseguire senza un adeguato monitoraggio.
La Procura ha anche citato una serie di casi di disallineamenti contabili che, lungi dal risolversi, sono diventati problematici. Tra le entità più critiche figurano Ferrovie della Calabria, Sorical, Sacal, Corap, Calabria Etica e Field. La questione del Trasporto pubblico locale (Tpl) ha sollevato preoccupazioni, in quanto i contratti prorogati fino al 2026 con le attuali concessionarie potrebbero violare i principi di concorrenza e economicità dell’azione amministrativa, con potenziali danni erariali derivanti da affidamenti meno vantaggiosi rispetto a quelli ottenibili tramite procedure competitive.
Un altro aspetto che ha attirato l’attenzione della Corte riguarda la mancata riscossione di crediti da parte dell’Aterp, l’azienda regionale per l’edilizia residenziale pubblica, che non ha recuperato oltre 91 milioni di euro. La Guardia di Finanza è stata incaricata di indagare su questa situazione, con l’obiettivo di accertare le cause della morosità e i rischi di danno all’erario.
Infine, la partecipazione della Regione in Banca Popolare Etica è stata definita “grottesca”, poiché manca la certificazione necessaria a dimostrare che si tratti effettivamente di una “banca etica”, come richiesto dalla normativa.
La Procura della Corte dei conti ha quindi richiamato l’attenzione sulle inefficienze di lungo periodo e sugli impatti finanziari negativi che queste situazioni possono avere sul bilancio regionale, esortando la Regione a intraprendere azioni più decisive per correggere la gestione delle sue partecipate e migliorare il controllo delle risorse pubbliche.