Si riapre il caso Bergamini davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, con la prima udienza fissata per venerdì alle 12.30. Punto di partenza: la condanna a 16 anni di reclusione inflitta in primo grado a Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore, riconosciuta colpevole di concorso nell’omicidio premeditato.
La sentenza di primo grado, pronunciata il 1° ottobre 2024 dalla Corte d’Assise di Cosenza presieduta da Paola Lucente, è arrivata a 35 anni di distanza dalla tragica sera del 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico. La Corte aveva accolto la tesi sostenuta dalla famiglia Bergamini, secondo la quale Denis non si sarebbe suicidato gettandosi sotto un camion, ma sarebbe stato prima ucciso per soffocamento e poi “disteso sull’asfalto” per simulare un incidente o un suicidio.
La Corte d’Appello, presieduta dal giudice Piero Santese con a latere Domenico Commodaro, dovrà ora esaminare due ricorsi. Il primo quello della difesa di Isabella Internò (avvocati Angelo Pugliese, Rossana Cribari e Cataldo Intrieri), che in un ricorso di oltre 560 pagine chiede l’assoluzione per la propria assistita. La difesa, che ha anche sollevato un vizio nella composizione della giuria popolare di primo grado, è orientata a chiedere una nuova perizia medico legale per rigettare l’esame della glicoforina e l’accertamento della morte per asfissia meccanica del calciatore, come confermato dalla perizia del tribunale.
Il secondo quello della Procura di Castrovillari, che contesta il riconoscimento delle attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti contestate, ritenendo la pena di 16 anni troppo bassa rispetto ai 23 anni richiesti in primo grado. Il pubblico ministero Alessandro D’Alessio ha ribadito che l’imputata avrebbe fornito false versioni dei fatti sin dalle prime dichiarazioni, con un “conseguente inquinamento probatorio che ha reso particolarmente complesso e ha gravemente ritardato l’accertamento della verità”.
Sarà la Corte a decidere se ammettere o meno l’eventuale richiesta di una nuova perizia. L’udienza d’Appello segna un nuovo capitolo nella lunga battaglia per la verità sulla morte di Denis Bergamini.