Il Concorso pubblico per due posti di ausiliario del traffico bandito dal Comune di San Giovanni in Fiore è stato ufficialmente annullato. A stabilirlo è stata la decisione definitiva del Consiglio di Stato, che ha confermato quanto già sentenziato dal Tar della Calabria, dando così ragione a un candidato escluso.
Alla base dell’annullamento c’è una motivazione chiara e documentata: 14 quesiti su 30 presenti nella prova scritta non erano coerenti con le materie previste dal bando, ovvero con la cosiddetta lex specialis che definisce i contenuti e le modalità del concorso. Si tratta, dunque, di un vizio sostanziale nella formulazione della prova, che ha invalidato l’intera procedura concorsuale.
Il Comune, guidato dalla sindaca Rosaria Succurro, aveva chiesto la riforma della sentenza del Tar, cercando di difendere la legittimità dell’iter seguito per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato dei due ausiliari. Tuttavia, i giudici del Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso, confermando in via definitiva l’illegittimità della selezione.
L’originario ricorso era stato presentato da T.A., candidato escluso, che aveva segnalato le anomalie nei contenuti della prova scritta. I giudici amministrativi, sia in primo che in secondo grado, hanno riconosciuto la fondatezza delle sue osservazioni, sottolineando che la deviazione dal programma stabilito rappresenta una violazione del principio di trasparenza e imparzialità nelle procedure pubbliche.
L’episodio riaccende il dibattito sulla qualità e correttezza delle selezioni pubbliche, soprattutto nei piccoli enti locali, dove spesso si registrano criticità nella gestione dei concorsi, che finiscono per sfociare in lunghi contenziosi legali.
Ora, l’Amministrazione comunale dovrà valutare come procedere, con la possibilità di bandire un nuovo concorso rispettando rigorosamente i criteri previsti dalla normativa, oppure adottare soluzioni temporanee per far fronte alle esigenze del settore della mobilità urbana, in attesa di nuove assunzioni.