«La fine della gloriosa storia biancorossa è iniziata nel momento in cui è stata costruita la rotatoria, che ha portato all’inagibilità dello stadio Marco Lorenzon per questioni di ordine pubblico, a cui hanno fatto seguito le note vicende giudiziarie».
Lo scrive in una nota il professore Sergio Tursi Prato, storico tifoso del Rende. «A differenza di altri il sottoscritto è sereno sulla valutazione dei fatti, per cui bisogna riconoscere che con Fabio Coscarella, la sponsorizzazione importante di “Calabra Maceri” e della famiglia Pellegrino, eravamo ritornati con tanto entusiasmo in serie C, riportando in città anche un forte senso di identità calcistica e di appartenenza al territorio».
«Le successive vicende, compresa l’assegnazione del Lorenzon al Cus Unical, hanno portato alla situazione attuale, con il presidente Lucio Marrello che non può gestire da solo il peso economico della gestione di un Campionato di Promozione, che tra l’altro da notizie che mi giungono in queste ore rischia seriamente di non portare nemmeno a termine. Personalmente – scrive ancora Tursi Prato – non ho condiviso questa operazione societaria, per una serie di ragioni lunghe ed articolate».
La nota dello storico ex ultras biancorosso entra nel merito: «Ma veniamo alla proposta, che a mio avviso deve prevedere un serio ed ambizioso rilancio del calcio della nostra città, con il coinvolgimento di imprenditori importanti e la costruzione di un nuovo stadio».
«Conoscendo la passione e l’amore di Lucio Marrello per i colori biancorossi, da noi tutti riconosciuta, sono convinto che a fronte di questa situazione si metterà da parte e consegnerà la squadra nelle mani del sindaco, l’onorevole Sandro Principe».
«Come consulente allo Sport, Cultura e Istruzione, se ciò dovesse accadere, sono pronto – aggiunge Tursi Prato – a dare una mano concreta ed a presentare al sindaco un progetto largamente inclusivo, con il coinvolgimento fisiologico anche della nostra Università e di tutte le realtà calcistiche presenti nella nostra comunità. Solo così, in un largo ed inclusivo gioco di “squadra”, Rende potrà ritornare a disputare campionati degni del suo blasone. Diversamente, infine, non ci potrà essere presente e soprattutto futuro», conclude amaramente la nota del professore Sergio Tursi Prato.