L’ospedale dell’Annunziata di Cosenza torna al centro del dibattito sulla tenuta del sistema sanitario calabrese, con immagini ormai ricorrenti di ambulanze ferme per ore in attesa di sbarellare. A riaccendere l’attenzione sul tema è stato il sindaco Franz Caruso, che ha denunciato pubblicamente la gravità della situazione, raccogliendo il sostegno di varie forze politiche e sociali.
Nella giornata di ieri, anche il consigliere comunale e provinciale Giuseppe Ciacco è intervenuto duramente, parlando apertamente di “clamoroso fallimento organizzativo del 118”. La sua denuncia è legata alla presenza contemporanea di 13 ambulanze ferme, sintomo – secondo il consigliere – di un sistema sanitario in affanno e incapace di rispondere alle emergenze in maniera efficiente.
Ciacco ha sottolineato come tra i mezzi bloccati ci fossero anche sei ambulanze che trasportavano pazienti non in codice rosso, ovvero casi non urgenti che hanno aggravato il già pesante sovraffollamento del Pronto soccorso. A sua detta, questi accessi inappropriati non solo intasano l’ospedale, ma generano un cortocircuito dannoso per i veri casi critici.
Il nodo, spiega ancora Ciacco, è strutturale: delle 36 postazioni del 118 attive nella zona di Cosenza, solo 4 dispongono di un medico a bordo. Questo significa che la maggior parte delle ambulanze opera senza la presenza di un sanitario, aumentando il rischio di interventi impropri o diagnosi errate. Una criticità che, nei casi più gravi, può trasformare un malore in un evento irreversibile.
Due le conseguenze dirette: da un lato, pazienti che necessiterebbero di cure immediate non ricevono l’assistenza adeguata durante il trasporto, dall’altro, pazienti non urgenti vengono impropriamente portati in ospedale, contribuendo al caos del Pronto soccorso.
Il sindaco Caruso ha definito la situazione “drammatica”, affermando che si è superata ogni soglia di tolleranza. Da qui l’appello a una mobilitazione collettiva delle municipalità calabresi per difendere il diritto alla salute dei cittadini. Secondo il primo cittadino, è necessario un intervento immediato per impedire che il sistema collassi definitivamente.
Il sostegno politico non è mancato. Il movimento “Calabria per Tridico” ha invitato Caruso a emettere un’ordinanza urgente affinché l’Azienda sanitaria provinciale ripristini il pieno funzionamento del parco ambulanze. In qualità di prima autorità sanitaria locale, il sindaco ha il potere di agire in modo diretto e l’ordinanza rappresenterebbe, secondo i sostenitori, un gesto concreto contro l’inerzia delle istituzioni sanitarie.
La vicenda dell’Annunziata mette in luce un problema sistemico: la carenza di personale medico, la mancanza di ambulanze adeguatamente attrezzate e una gestione del 118 che appare sempre più inefficace, soprattutto in territori già svantaggiati sul piano dell’infrastruttura ospedaliera.
Il caso cosentino rischia di diventare emblematico di un’emergenza sanitaria diffusa, che richiede risposte istituzionali urgenti e coordinate, prima che la situazione degeneri ulteriormente con l’arrivo della stagione influenzale e la crescita della pressione sugli ospedali.