Un presidio di protesta è stato convocato a Paola, sulla costa tirrenica cosentina, in risposta alla situazione critica che coinvolge la flottiglia umanitaria “Sumud” e alla contemporanea visita del leader della Lega, Matteo Salvini. Il Comitato Territoriale “Tirreno Cosentino per la Palestina” ha annunciato per oggi, mercoledì 1 ottobre, un’assemblea pubblica straordinaria alle ore 19:00, per mantenere alta l’attenzione sulla missione in mare e sulle dinamiche politiche locali legate al conflitto israelo-palestinese.
“Esserci è imperativo”, si legge nel comunicato, che denuncia il blocco navale israeliano nelle acque internazionali, definendolo un atto di pirateria contro una spedizione umanitaria internazionale. L’equipaggio della “Sumud Flotilla”, impegnato nel trasporto di aiuti diretti a Gaza, sarebbe secondo gli attivisti sotto la minaccia diretta di un possibile attacco da parte delle forze israeliane.
Il comitato calabrese esprime forte preoccupazione per il silenzio internazionale e italiano di fronte a quello che definisce “un blocco illegittimo” e accusa lo Stato di Israele di atti che vengono definiti genocidi e terroristici. La presa di posizione arriva in concomitanza con l’arrivo a Paola di uno dei principali rappresentanti del governo italiano, ritenuto “sostenitore del sionismo” e quindi complice, secondo i promotori, delle azioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
Particolarmente duro l’attacco alla figura del ministro Salvini, atteso oggi in città per un comizio della Lega, che secondo gli organizzatori si svolgerà all’interno del palazzo municipale, trasformando di fatto una visita politica in un evento con rilevanza istituzionale.
Il comitato ha chiesto ufficialmente al sindaco di Paola di ritirare la propria presenza istituzionale all’evento, sottolineando come “non in nostro nome” debbano essere pronunciate parole ritenute contrarie al diritto internazionale e alla pace tra i popoli. “Paola è contro il genocidio. Il Tirreno Cosentino è per la Palestina”, concludono i promotori del presidio, esortando la cittadinanza alla mobilitazione.
L’iniziativa si inserisce in un clima sempre più teso anche a livello nazionale, dove la questione palestinese continua a generare divisioni e proteste. Il presidio mira a riportare l’attenzione sulla missione umanitaria della flottiglia e a denunciare quella che viene percepita come una complicità politica e istituzionale dell’Italia con le operazioni militari israeliane.