Borse di studio e polemiche: scontro tra Tridico e Occhiuto sulle università calabresi

Il reddito di merito accende il confronto politico. I due atenei smentiscono Tridico: le borse sono state regolarmente erogate

È bastata una misura destinata agli studenti per infiammare la campagna elettorale in Calabria. Il dibattito si è acceso attorno al cosiddetto “reddito di merito”, proposta lanciata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto per incentivare i giovani a frequentare le università calabresi. Una misura pensata per contrastare l’emigrazione accademica e valorizzare il sistema universitario locale.

La prima reazione è arrivata dal fronte opposto. Pasquale Tridico, leader della coalizione del campo largo e candidato alla presidenza regionale, ha liquidato la proposta come una semplice borsa di studio, accusando il governatore di non essere in grado di garantire nemmeno quelle già previste per legge. In particolare, ha puntato il dito contro le Università Magna Grecia di Catanzaro e Mediterranea di Reggio Calabria, sostenendo che da quattro anni non riescono a versare i fondi agli studenti idonei.

Ma la replica delle due università non si è fatta attendere. In una comunicazione congiunta, gli atenei coinvolti hanno chiarito: «Le borse di studio per l’anno accademico 2024-2025 sono state attribuite ed erogate a tutti gli studenti idonei, senza alcuna esclusione». Una precisazione netta che ha smentito pubblicamente le dichiarazioni di Tridico, gettando nuova benzina sul fuoco dello scontro politico.

A rincarare la dose è intervenuta Pasqualina Straface, consigliera regionale uscente e figura di riferimento nel centrodestra calabrese, che ha colto l’occasione per difendere l’operato del presidente Occhiuto e attaccare duramente l’avversario politico: «Anche le Università calabresi sbugiardano Tridico. Da settimane diffonde dichiarazioni prive di fondamento, inanellando una serie di errori che dimostrano la sua totale disconnessione dalla realtà calabrese».

Lo scontro tra le parti ha evidenziato un crescente nervosismo nei giorni caldi della competizione elettorale. Se da un lato Occhiuto presenta il reddito di merito come una leva per trattenere talenti e rilanciare il sistema universitario, dall’altro Tridico denuncia un ritardo strutturale nella gestione delle risorse destinate al diritto allo studio.

Tuttavia, la smentita ufficiale dei due atenei ha avuto un peso specifico notevole, ridimensionando le critiche avanzate dal leader del campo largo e spostando l’attenzione sulla verifica dei dati piuttosto che sul merito della proposta politica.

Resta sullo sfondo il tema della credibilità delle promesse elettorali in un contesto segnato da forti diseguaglianze territoriali e da una cronica carenza di investimenti strutturali nel sistema universitario del Mezzogiorno. Il confronto sul reddito di merito, al di là delle polemiche, ha riacceso il dibattito sul futuro degli studenti calabresi e sulla capacità della politica di offrire loro reali opportunità.

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