A Rende l’approvvigionamento idrico è limitato a una finestra giornaliera di sole tre ore, dalle 5:30 alle 8:30 del mattino. La drastica riduzione dell’erogazione ha sollevato forti proteste da parte dei residenti, sempre più in difficoltà nell’affrontare la giornata con scorte d’acqua insufficienti.
La crisi, già nota durante i mesi estivi, ha raggiunto livelli critici con il ritorno in città di migliaia di studenti universitari, che hanno aumentato in modo considerevole la domanda idrica. Molti abitanti, soprattutto coloro che vivono in case singole o palazzine con cisterne di piccola capienza, lamentano l’impossibilità di conservare abbastanza acqua per le necessità quotidiane.
La misura restrittiva è stata attuata da Sorical, la società che gestisce il servizio idrico in Calabria, per far fronte alla scarsità delle risorse disponibili. Tuttavia, l’impatto sulle abitudini della popolazione è stato devastante: dalle semplici pratiche igieniche alla gestione di negozi e locali, ogni attività risente della carenza d’acqua.
Famiglie, studenti e commercianti si definiscono “disperati” e raccontano di una quotidianità sempre più difficile. Lamentele e denunce si moltiplicano sia sui social che nei comitati civici, dove si invocano interventi urgenti da parte dell’amministrazione comunale e della Regione Calabria.
Secondo le segnalazioni raccolte, il disagio non si limita a poche zone, ma si estende a tutta l’area urbana di Rende, rendendo il problema diffuso e trasversale. La gestione dell’acqua, considerata ormai inadeguata, rischia di trasformarsi in un’emergenza strutturale se non verranno adottate soluzioni tempestive e definitive.
Gli abitanti chiedono con insistenza un piano di emergenza e il ripristino della fornitura continuativa, anche attraverso sistemi alternativi come autobotti o interventi straordinari sulla rete idrica esistente. Nel frattempo, cresce la frustrazione per la mancanza di comunicazione chiara da parte delle autorità competenti e per l’assenza di una tempistica precisa sulla fine del razionamento.
La scarsità d’acqua, oltre a colpire la qualità della vita, solleva interrogativi sullo stato delle infrastrutture e sulla pianificazione a lungo termine del servizio idrico in Calabria. In un territorio che ogni anno vive situazioni simili, il timore è che la crisi di questi giorni sia solo l’inizio di una problematica ben più ampia.