Una buona notizia per il trasporto pubblico locale: sedici nuovi autobus destinati all’Amaco sono finalmente arrivati e si trovano già nei depositi aziendali. I mezzi, transitati tramite la società Cometra, entreranno in servizio con la formula dell’usufrutto non appena saranno concluse le pratiche burocratiche di immatricolazione. Una boccata d’ossigeno per un parco mezzi che da tempo necessitava di un rinnovamento, ma che non basta a dissipare le preoccupazioni sul futuro dell’azienda.
Infatti, il 30 settembre scadrà l’ennesima proroga dell’esercizio provvisorio concessa dal Tribunale, e non è ancora chiaro se verrà accordato un ulteriore prolungamento. La decisione è attesa nei prossimi giorni e sarà determinante per capire se l’Amaco potrà continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico locale in città, in attesa delle scelte definitive da parte della Regione Calabria e di Cometra sull’affidamento del servizio.
Intanto, resta irrisolta anche la questione del parcheggio di via Aldo Moro. Il curatore fallimentare, Fernando Caldiero, ha già comunicato a Comune, Polizia Municipale e Tribunale l’impossibilità di proseguire l’attività per motivi economici. Un ulteriore tassello che si aggiunge alle difficoltà già vissute dall’azienda, che nei mesi scorsi aveva rinunciato anche al servizio carro attrezzi.
Sul fronte politico e sindacale, il clima appare di stallo. Nonostante un gruppo di lavoratori abbia lanciato un appello ai candidati alle prossime elezioni chiedendo di inserire la vicenda Amaco nei programmi, finora nessuno ha risposto concretamente. Gli ultimi incontri tra Regione e sindacati risalgono a maggio e avevano lasciato intravedere una possibile soluzione, poi svanita nel silenzio. Da allora, la situazione rimane sospesa, mentre i dipendenti continuano a temere per la stabilità del proprio posto di lavoro.
Il sindaco Franz Caruso, nelle scorse settimane, ha provato a mediare con gli organi giudiziari per evitare l’interruzione dei servizi, ma la prossima settimana sarà decisiva: la scadenza del 30 settembre rappresenta uno spartiacque che costringerà istituzioni e magistratura a prendere una posizione definitiva.