Tavernise: «Porto di Paola, nuove promesse ma nessun cantiere»

Il candidato alla Regiona Calabria del M5S accusa la Giunta Occhiuto di propaganda elettorale e mancate azioni concrete: «Solo annunci, zero lavori»

Il porto di Paola torna al centro del dibattito politico regionale, ma questa volta non per l’avvio di lavori o progressi tangibili, bensì per un acceso scontro tra il Movimento 5 Stelle e la Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto. A sollevare la questione è il candidato a consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, che punta il dito contro quanto definisce «l’ennesima messa in scena elettorale».

Nel 2021 l’allora assessore al turismo, Fausto Orsomarso, aveva annunciato con enfasi un finanziamento da 20 milioni di euro destinato al rilancio dell’infrastruttura portuale. Un assegno simbolico sventolato pubblicamente come prova dell’impegno verso il territorio tirrenico cosentino. Tuttavia, secondo Tavernise, a distanza di quattro anni non è seguita alcuna azione concreta: né cantieri aperti né opere avviate. Solo silenzio e tempo perduto.

Ora, con l’avvicinarsi di nuove scadenze elettorali, la scena sembra ripetersi. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha annunciato un ulteriore rifinanziamento per i porti di Paola e Diamante. Ma per l’esponente del Movimento 5 Stelle si tratta di una manovra puramente propagandistica, che non trova riscontro nei fatti. «La Giunta ha già promesso questo finanziamento in passato – attacca Tavernise – e ha fallito nel mantenerlo. La Calabria non può più essere terreno di spot elettorali».

Il porto di Paola rappresenta un’opera considerata strategica per il turismo, l’economia e l’occupazione locale, in una zona della Calabria che ha urgente bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti. Per questo, secondo i pentastellati, ogni ritardo o promessa disattesa penalizza direttamente i cittadini e lo sviluppo del territorio.

Il M5S, insieme al candidato Pasquale Tridico, rilancia l’impegno per un cambio di rotta: «È tempo di spezzare il ciclo delle promesse non mantenute. Bisogna riportare serietà, trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche». Una linea netta che punta a differenziare l’azione del Movimento da quella delle attuali forze di governo regionale.

In conclusione, la vicenda del porto di Paola si trasforma in simbolo di una Calabria ferita da una lunga sequenza di annunci senza risultati, e diventa terreno di scontro tra chi governa e chi propone una nuova visione amministrativa. Resta da vedere se dalle parole si passerà finalmente ai fatti, o se anche questa volta le promesse resteranno sulla carta.

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