Un nuovo percorso di mobilitazione dal basso è stato avviato in Calabria, dove si è tenuta la prima Assemblea regionale dei coordinamenti per la Palestina. L’incontro ha avuto luogo presso l’Aula studio liberata dell’Università della Calabria e ha visto la partecipazione di più di cento persone, tra cui studenti, attivisti, sindacalisti e cittadini provenienti da ogni parte della regione.
Durante l’assemblea è stato ribadito l’impegno contro il genocidio in corso a Gaza e contro la crescente militarizzazione e le politiche di riarmo. I promotori hanno sottolineato l’urgenza di una mobilitazione condivisa, capace di unire piazze e porti in una lotta comune per la giustizia e la pace.
L’evento ha lanciato un forte messaggio di sostegno alla Global Sumud Flotilla, iniziativa internazionale che intende rompere il blocco marittimo imposto alla Striscia di Gaza attraverso una flotta umanitaria. L’obiettivo è aprire corridoi via mare per l’invio di aiuti e la denuncia della complicità internazionale nel mantenimento dell’assedio.
Tra gli interventi più significativi, quello di Vincenzo Fullone, cofondatore di Ain Media Gaza e membro della Flotilla, che ha descritto il progetto come una «flotta dell’umanità»: un’iniziativa in movimento continuo verso le coste palestinesi, simbolo di solidarietà e resistenza civile globale.
I partecipanti hanno rilanciato l’invito ad azioni diffuse, dichiarando: «Quando le barche arriveranno, se verranno fermate dalle forze militari, bisognerà fermare tutto», richiamando a una mobilitazione immediata e congiunta in caso di blocco della missione navale.
Due le prime date fissate per le mobilitazioni in Calabria:
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Martedì 16 settembre, ore 18, al porto di Roccella Jonica, per salutare la partenza della barca “Brucaliffo”, parte della Freedom Flotilla Italia;
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Lunedì 22 settembre, in piazza a Cosenza, in occasione dello sciopero generale promosso dai sindacati di base.
Nel corso dell’incontro è emersa la volontà di proseguire con iniziative territoriali, come assemblee scolastiche, presidi, incontri culturali e momenti di formazione, per mantenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria in Medio Oriente e favorire una partecipazione consapevole e continuativa.