Caso botulino a Diamante, nove indagati: indagini in due regioni e sospetti su produzione alimentare

Iscritti nel registro anche medici e imprenditori. Si indaga per omicidio colposo e commercio di sostanze nocive

L’inchiesta aperta sul caso di botulismo alimentare che ha portato alla morte di due persone tra Calabria e Basilicata, dopo aver consumato panini con salsiccia e friarielli, si sta ampliando a livello interregionale. Sono nove gli indagati, tra cui l’ambulante che avrebbe venduto i prodotti incriminati, tre dirigenti di aziende alimentari e cinque medici di due strutture sanitarie del Cosentino, una privata e una pubblica.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Paola, stanno coinvolgendo anche l’Asp di Salerno, che ha effettuato una serie di accertamenti nello stabilimento di Scafati, dove si producono i broccoletti e i friarielli alla napoletana. Qui sarebbero emersi elementi di presunta irregolarità nella catena produttiva, ora al vaglio degli inquirenti.

A seguito dell’episodio di agosto, sono stati disposti anche richiami ufficiali di alcuni lotti di friarielli per possibile rischio di contaminazione. Il Ministero della Salute ha pubblicato gli avvisi sul proprio portale nella sezione riservata agli operatori del settore alimentare, invitando al ritiro dei prodotti ancora in commercio o in giacenza.

Il procuratore capo di Paola, Domenico Fiordalisi, ha definito l’inchiesta come “molto complessa”, specificando che sono in corso sia indagini autonome dell’Asp, sia accertamenti richiesti direttamente dalla magistratura. L’obiettivo dell’indagine è «fissare con certezza le responsabilità» per i decessi di Luigi Di Sarno, 52 anni, di Cercola, e Tamara D’Acunto, 45 anni, originaria di Diamante.

Particolare attenzione è riservata al comportamento del personale sanitario che ha avuto in cura le due vittime prima del decesso, avvenuto rispettivamente negli ospedali di Lagonegro e in Calabria. Gli investigatori stanno analizzando le cartelle cliniche sequestrate, per stabilire se le diagnosi siano state tempestive e adeguate.

I reati ipotizzati a carico dei nove indagati includono, a vario titolo, omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Tuttavia, sarà decisivo l’esito dell’autopsia effettuata sui corpi delle due persone decedute. Dalle prime analisi sarebbero state riscontrate tracce della tossina del botulino, ma si attende la conferma ufficiale da parte del perito nominato dalla Procura.

L’episodio di Diamante ha acceso i riflettori sulla sicurezza alimentare, in particolare sulla corretta conservazione dei prodotti sott’olio o in barattolo, sia in ambito industriale che domestico. Il botulino rappresenta un rischio reale e sottovalutarlo può avere conseguenze fatali. Le autorità sanitarie ribadiscono che la preparazione e la conservazione di alimenti devono seguire standard scientifici rigorosi per evitare la proliferazione del batterio e la formazione delle tossine pericolose.

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