I primi sondaggi sulle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre in Calabria stanno già sollevando un acceso dibattito politico. Secondo una rilevazione condotta da Emg e finanziata dal centrodestra, Roberto Occhiuto, attuale presidente della Regione, risulterebbe in netto vantaggio con un gradimento del 60%. A seguire, Pasquale Tridico si attesterebbe al 37%, mentre il restante 3% sarebbe attribuito agli “altri”, categoria che comprenderebbe anche Francesco Toscano, candidato indipendente.
I dati, però, non sono passati inosservati. L’affidabilità del sondaggio è finita nel mirino dell’opposizione, soprattutto alla luce della bassa percentuale di risposte ottenute: su 4.223 contatti effettuati tra il 22 e il 23 agosto, solo 1.000 persone hanno accettato di rispondere, con un tasso di risposta del 24%. La rilevazione ha quindi coinvolto meno di un quarto degli interpellati, elemento che ha subito innescato dubbi sulla rappresentatività del campione.
Sui social, Occhiuto ha celebrato il risultato postando una foto sorridente con la scritta “Occhiuto vince con il 60%”, ma la reazione degli avversari politici non si è fatta attendere. Davide Tavernise, ex capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, ha definito il sondaggio “farlocco” e ha sollevato una questione ben più grave a suo dire: il legame economico tra la Regione Calabria e la società Emg. Quest’ultima, secondo quanto dichiarato da Tavernise, avrebbe attualmente in corso un contratto con l’ente regionale.
Pasquale Tridico, candidato del cosiddetto “campo largo”, ha rincarato la dose. In una nota ha evidenziato due aspetti critici: innanzitutto, ha fatto notare che al momento della rilevazione – il 22 agosto – la sua candidatura non era ancora stata ufficializzata, in quanto sarebbe stata formalizzata solo il giorno successivo, il 23. In secondo luogo, Tridico ha dichiarato che la Emg avrebbe ricevuto, nell’arco dell’ultimo anno, circa 50.000 euro dalla Regione guidata da Occhiuto per servizi di sondaggistica su temi d’interesse dell’amministrazione, come indicato in due decreti datati luglio 2024.
Anche il Partito Democratico calabrese ha preso posizione, accusando apertamente il presidente uscente: “Occhiuto sta utilizzando le tasse dei calabresi per finanziare la propria propaganda elettorale”, ha affermato il partito in una nota, sottolineando la gravità del presunto conflitto d’interessi.
La polemica è solo agli inizi, ma rischia di condizionare il clima pre-elettorale. Mentre il centrodestra si mostra compatto attorno alla figura del presidente uscente, il fronte progressista punta a contestare la trasparenza e l’imparzialità del processo che ha portato alla pubblicazione dei dati. Resta da capire se ulteriori sondaggi, magari realizzati da soggetti terzi e indipendenti, confermeranno o smentiranno queste prime proiezioni.