Il tempo stringe per le elezioni regionali in Calabria, con la scadenza del 6 settembre ormai alle porte. Entro quella data dovranno essere depositate le liste elettorali complete di tutte le candidature, un termine che segna l’inizio della fase decisiva della campagna. Mancano poco più di due settimane, e mentre il centrodestra si muove con un apparente vantaggio, nel campo progressista resta l’incertezza sulla leadership e sulle alleanze.
Nel centrodestra, Roberto Occhiuto appare ancora come il candidato naturale, nonostante l’inchiesta che lo coinvolge e la sua recente uscita di scena da presidente della Regione, formalizzata il 31 luglio scorso. Al momento non emergono segnali concreti di una sua sostituzione da parte della coalizione, anche se l’ipotesi resta sullo sfondo, soprattutto in relazione a eventuali sviluppi giudiziari che potrebbero rimettere tutto in discussione all’ultimo momento.
Un passaggio obbligato per Occhiuto sarà la rinuncia agli incarichi commissariali nella sanità e nella rete ospedaliera, che detiene in virtù delle deleghe straordinarie attribuitegli durante il mandato. Secondo la normativa vigente, non è possibile candidarsi se si ricoprono ruoli di gestione diretta in ambito sanitario, e pertanto una mancata rinuncia comporterebbe l’automatica incandidabilità.
Sul fronte opposto, la coalizione di centrosinistra – composta da Pd, M5S, Avs e altre sigle – non ha ancora trovato un nome condiviso, e continua a navigare tra proposte, ritiri e tensioni interne. La candidatura di Pasquale Tridico, sostenuta inizialmente dai 5 Stelle, non ha ancora ricevuto un sì definitivo, mentre il Pd spinge per una figura di sintesi e Avs insiste sulla possibilità di candidare Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano.
In questo contesto, la necessità di un “piano B” si fa sempre più concreta. Se Tridico dovesse rinunciare, il M5S potrebbe virare su Vittoria Baldino, opzione che però non raccoglie consensi unanimi all’interno della coalizione. Nel frattempo, il Progetto riformista ha convocato un incontro per mettere sul tavolo una propria proposta, segno che il centrosinistra non ha ancora maturato una vera convergenza, nonostante la vicinanza della scadenza formale.
Il centrodestra resta, al momento, unito su Occhiuto, forte anche del vantaggio strutturale di chi ha già governato e dispone di una macchina elettorale pronta. Tuttavia, la sua posizione resta condizionata da aspetti giuridici e politici che non possono essere ignorati. I prossimi giorni saranno quindi decisivi non solo per la definizione dei candidati, ma anche per l’assetto generale della sfida elettorale.