Inchiesta sulla Regione Calabria: proseguono le indagini su Occhiuto e il “cerchio magico”

Il fascicolo aperto sulla gestione della Cittadella regionale continua ad allargarsi tra nomine, appalti e sanità privata

Non si ferma l’inchiesta che coinvolge l’ex presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, dimessosi ufficialmente lo scorso 31 luglio, dopo essere stato raggiunto da un avviso di proroga delle indagini per sei mesi. A oltre due mesi dall’annuncio social con cui l’allora governatore comunicava il passo indietro, le attività investigative proseguono a pieno ritmo, nonostante la pausa estiva. Gli inquirenti stanno passando al vaglio documentazione amministrativa e testimonianze raccolte, comprese quelle rilasciate dallo stesso Occhiuto durante l’interrogatorio svoltosi a Catanzaro il 23 luglio.

Il fascicolo riguarda il cosiddetto “cerchio magico” della Cittadella regionale, un sistema di relazioni e incarichi che oggi si trova al centro di più filoni d’indagine, molti dei quali connessi a nomine pubbliche e gestione degli appalti. Tra le figure coinvolte fin dalle prime fasi figurano Ernesto Ferraro, ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria, e Paolo Posteraro, ex dirigente di Amaco ed ex socio di Occhiuto. Quest’ultimo era anche a capo della segreteria di Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e compagna dell’ex governatore.

Ferraro è stato rimosso dall’incarico il 15 luglio, mentre Posteraro è stato allontanato dalla segreteria della Siracusano ad agosto. Entrambi sono stati interessati da perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza nei primi giorni di giugno, nello stesso periodo in cui Occhiuto veniva formalmente inserito nell’indagine con l’avviso di proroga.

In seguito, ulteriori sviluppi hanno portato alla luce nuovi indagati, tra cui Antonino Daffinà, sub commissario per la depurazione. Le perquisizioni recenti hanno evidenziato come l’inchiesta stia assumendo una dimensione più ampia e stratificata, con ipotesi investigative ancora in fase di consolidamento. Tra i fronti più sensibili su cui si stanno concentrando gli inquirenti ci sarebbe anche il rapporto tra politica e sanità privata, un ambito ritenuto particolarmente delicato per la trasparenza amministrativa.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Catanzaro, che monitora tutti gli aspetti legati alla gestione politica e tecnica della Regione, cercando di ricostruire eventuali abusi di potere o interferenze illecite nell’assegnazione di incarichi e risorse pubbliche. Al momento, non risultano ancora conclusioni ufficiali, ma la mole di documenti raccolti e le figure coinvolte indicano un’indagine destinata a segnare profondamente il quadro politico regionale.

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