Rimosso il food truck al centro del caso botulino di Diamante

Il veicolo, sottoposto a sequestro, è stato trasferito in deposito giudiziario per ulteriori verifiche dopo le indagini in corso. L'operazione è stata sorvegliata dai carabinieri locali

Il food truck coinvolto nel caso di intossicazione alimentare da botulino, che ha causato la morte di due persone a Diamante, è stato rimosso dal lungomare e trasferito in un deposito giudiziario. L’operazione è stata sorvegliata dai carabinieri della stazione locale, sotto la supervisione del Pubblico Ministero Maria Porcelli, titolare dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Paola.

Il trasferimento, inizialmente programmato per il 14 agosto, è stato posticipato per garantire la corretta conservazione degli alimenti ancora presenti nel furgone, che erano regolarmente refrigerati. Questi prodotti sono considerati fondamentali per le indagini in corso.

Nella giornata di mercoledì 13 agosto, i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS), insieme ai funzionari dell’Asp di Cosenza e alle forze dell’ordine, hanno effettuato ulteriori controlli sul veicolo, sequestrato come parte delle indagini per determinare la causa dell’intossicazione.

La richiesta di trasferimento è stata avanzata con urgenza dal legale del titolare del food truck, avvocato Francesco Liserre, difensore di uno degli indagati. Quest’ultimo, insieme ad altre otto persone, è sotto inchiesta per reati che vanno dall’omicidio colposo alle lesioni personali colpose e somministrazione di alimenti nocivi. L’avvocato Liserre aveva denunciato il fenomeno di un “turismo macabro” che si è sviluppato dopo il sequestro del veicolo, con numerosi curiosi che si sono recati in Viale Glauco per scattare selfie vicino al furgone, mostrando una totale insensibilità verso le vittime e il dolore delle famiglie coinvolte.

Dopo aver ricevuto una relazione dettagliata da parte dell’Asp di Cosenza, il PM Porcelli ha autorizzato il trasferimento, richiedendo garanzie sulla conservazione adeguata degli alimenti ancora contenuti nel furgone. Le operazioni di spostamento hanno messo fine a quello che è stato descritto come un “turismo dell’orrore” e segnato un passo importante nel proseguimento delle indagini.

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