Sembrava questione di ore, ma la scelta del candidato alla presidenza della Regione Calabria per il centrosinistra resta ancora sospesa. Lunedì, dopo il vertice a Lamezia Terme, si era diffuso un cauto ottimismo sulla possibile investitura di Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex presidente dell’Inps, indicato dal Movimento 5 Stelle. Ma la sua mancata decisione ha rallentato il processo e aperto a nuove incertezze all’interno della coalizione progressista.
Tridico, attualmente membro del gruppo Left all’Europarlamento, non ha ancora ufficializzato una scelta, lasciando in sospeso un campo largo che, in Calabria, si confronta con una campagna elettorale serrata e una macchina del centrodestra già ben avviata. Roberto Occhiuto, sebbene dimissionario, ha già attivato i meccanismi per la composizione delle liste, forte di un vantaggio organizzativo e di una certa sicurezza sull’esito elettorale del 5 e 6 ottobre.
Intanto, all’interno del centrosinistra si fa strada il malumore per l’attendismo e le divisioni. A farsi sentire è stato Antonio Lo Schiavo, esponente di Alleanza Verdi Sinistra ed ex consigliere regionale, che in un messaggio social ha lanciato un duro monito alla coalizione: «Non ha ancora capito quale è la posta in gioco e la gravità del momento». Lo Schiavo ha rivendicato l’impegno di opposizione svolto negli ultimi quattro anni e ha messo in guardia contro il rischio di “partite personali” o “perse a tavolino”.
Il suo appello è chiaro: se la coalizione progressista esiste davvero, è il momento di dimostrarlo, superando divisioni e ambiguità per arrivare a una sintesi politica che offra una vera alternativa al centrodestra. Lo Schiavo ha anche dichiarato la propria disponibilità a candidarsi nelle liste, pur di rafforzare la credibilità dell’alleanza.
Oltre al nome di Tridico, sul tavolo restano le candidature alternative di Vittoria Baldino, deputata 5 Stelle, Nicola Irto, segretario regionale del PD e senatore, e Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, sostenuto apertamente da AVS attraverso il dirigente Fernando Pignataro. Non mancano quindi i profili politici, ma a mancare è una decisione condivisa, frutto di un confronto finora solo parziale e dispersivo.
Al momento non risulta convocato un nuovo vertice di coalizione, e un incontro ufficiale prima di Ferragosto appare improbabile, anche se non del tutto escluso. Il rischio è che il centrosinistra continui a perdere tempo prezioso, mentre il centrodestra consolida alleanze e strategie in vista delle urne.
Alcuni leggono questo rinvio come l’occasione per approfondire e costruire una candidatura solida, ma per altri si tratta di un vantaggio regalato all’avversario, che ha già cominciato la propria corsa elettorale.