Caos post-dimissioni in Calabria: rischio paralisi per Pnrr, bilancio e fondi Por

L’addio anticipato di Roberto Occhiuto da presidente della Regione mette in stallo la macchina amministrativa regionale in un momento cruciale

Le dimissioni improvvise del presidente Roberto Occhiuto arrivano in un momento delicatissimo per la Regione Calabria, segnando non solo un passaggio politico rilevante ma anche un possibile blocco operativo dell’amministrazione, a pochi mesi da scadenze strategiche per la tenuta finanziaria ed economica dell’ente.

L’assestamento di bilancio, appuntamento chiave dell’estate, è ora compromesso. Il documento, in fase avanzata e in attesa della parifica della Corte dei Conti, doveva adeguare le spese e ricalibrare le entrate rispetto ai risultati di cassa. Un atto contabile necessario per sostenere i settori più in difficoltà e aggiornare i capitoli secondo i fabbisogni reali. Ora, con il presidente dimissionario e l’inevitabile stop alle attività del Consiglio, si procederà con il bilancio precedente, riducendo di fatto la capacità di spesa dell’Ente.

Gravissime anche le conseguenze sul fronte dei fondi del PNRR, il cui cronoprogramma richiede precisione e continuità. La Calabria aveva fissato obiettivi ambiziosi: 61 Case di Comunità e 20 Ospedali di Comunità entro giugno 2026. Ma la nuova fase di vuoto politico potrebbe compromettere definitivamente la realizzazione di questi progetti. L’assenza di una guida, sottolineano fonti interne, rischia di replicare lo stallo vissuto all’avvio del PNRR sotto la gestione ad interim di Antonino Spirlì.

Anche i fondi Por, già fondamentali per sostenere un’economia regionale fragile, subiranno un’interruzione forzata. Le normative infatti vietano la pubblicazione di nuovi bandi durante il periodo elettorale, determinando uno stop forzato alla spesa comunitaria proprio nel momento in cui si stava cercando di accelerare sull’impiego delle risorse europee.

Sebbene Occhiuto mantenga la carica di commissario per il piano di rientro sanitario e per la costruzione dei nuovi ospedali, l’incertezza istituzionale potrebbe rallentare anche i cantieri già avviati. Lo stesso presidente, nel video in cui ha annunciato le dimissioni, ha ammesso che l’amministrazione regionale si è bloccata a seguito dell’avviso di garanzia ricevuto, alimentando il clima di “paura della firma” tra i dirigenti, anche quelli scelti e nominati direttamente durante il suo mandato.

Negli ultimi anni la Regione ha subito almeno quattro riorganizzazioni della macchina dirigenziale, segno di una struttura amministrativa instabile, modellata più volte secondo le necessità politiche della Giunta. Tuttavia, queste modifiche non hanno impedito la paralisi decisionale attuale. Resta il dubbio: le dimissioni sbloccheranno la situazione o irrigidiranno ulteriormente l’apparato burocratico?

La vacatio di potere rischia di creare un effetto domino su sanità, infrastrutture e politiche di sviluppo, mettendo in discussione non solo i progetti già avviati, ma anche la possibilità stessa di rispettare le scadenze imposte da Bruxelles e Roma. Mentre la politica si prepara a una nuova campagna elettorale, la macchina amministrativa resta senza direzione certa e con una fiducia interna seriamente compromessa.

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