La crisi dell’Amaco, azienda partecipata comunale che gestisce il trasporto pubblico locale, entra in una fase di stallo con l’ennesimo bando andato deserto. Il termine del concorso per la vendita o la gestione della società è scaduto senza che alcuna offerta sia pervenuta, lasciando incerta la sorte dei 122 dipendenti e l’assetto futuro del servizio. La mancanza di interesse da parte di acquirenti esterni è un segnale preoccupante che aggrava la situazione di una società già in difficoltà, anche a causa di una procedura fallimentare in corso.
Il bando, la cui scadenza era fissata per ieri, non ha visto l’arrivo di alcuna proposta, segnando un altro passo a vuoto dopo i numerosi tentativi precedenti. Dal curatore, Ferdinando Caldiero, che ha predisposto il bando, fino ad oggi non sono stati fatti progressi concreti verso una soluzione definitiva. Nel corso degli ultimi mesi, ci sono stati ben tre avvisi per il fitto e altrettanti per la vendita dell’Amaco, ma nessuno ha portato ad un esito positivo. I tentativi di risollevare la società sono quindi andati tutti falliti finora.
Le soluzioni per il rilancio, tuttavia, non mancano. La Regione Calabria ha preso in mano la situazione e sta cercando di individuare una via d’uscita, attraverso un processo che coinvolge anche Cometra, l’azienda di trasporto pubblico regionale. La speranza è che, entro il 30 settembre 2025, termine dell’esercizio provvisorio, si riesca finalmente a trovare un acquirente o un nuovo assetto per l’azienda. Recenti incontri tra la Regione, Cometra, sindacati e curatela sembrano aver fatto qualche passo avanti, pur rimanendo interlocutori. L’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo, ha confermato l’impegno a trovare soluzioni per evitare il collasso del servizio e salvaguardare i posti di lavoro.
Un risultato tangibile emerso da questi incontri è stato l’accordo che ha consentito all’Amaco di utilizzare 16 nuovi autobus acquistati da Cometra, i quali si stanno già facendo notare per la loro presenza nelle strade cittadine. Questo acquisto, seppur positivo, non risolve però la questione centrale: la mancanza di una gestione stabile e una visione a lungo termine per il trasporto pubblico locale.