Sanità privata calabrese in crisi: richiesta urgente di pagamento per le prestazioni non remunerate

Le aziende del settore e i lavoratori chiedono risposte concrete dalla Regione Calabria dopo mesi di silenzio e ritardi nei pagamenti

La sanità privata calabrese sta vivendo una situazione di profonda difficoltà, con le aziende del settore che chiedono a gran voce l’immediato pagamento delle prestazioni sanitarie rese ma non ancora remunerate. A sollecitare un intervento urgente della Regione Calabria sono le rappresentanze sindacali e aziendali, che si sono riunite per discutere delle gravi problematiche causate dal mancato pagamento delle prestazioni ex Apa-Pac (assistenza prolungata e prestazioni ambulatoriali convenzionate). Un problema che ha messo in ginocchio diverse strutture e i loro lavoratori.

Già a fine maggio le organizzazioni sindacali avevano inviato una lettera di protesta al presidente della Regione e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, chiedendo un incontro urgente per affrontare la crisi delle strutture sanitarie convenzionate. Nonostante il sollecito, non sono arrivate risposte né convocazioni, come denunciano i rappresentanti sindacali Giancarlo Greco (presidente regionale di Unimpresa) e Elio Bartoletti (segretario organizzativo di Fials). “Silenzio assordante”, lo definiscono i sindacati, che ora chiedono l’intervento del prefetto di Cosenza per avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione delle controversie.

La situazione delle aziende del settore sanitario privato è davvero drammatica, con i lavoratori che ogni giorno garantiscono assistenza sanitaria ai cittadini calabresi senza avere garanzie sui pagamenti delle prestazioni erogate. Il silenzio della Regione Calabria sta gravando pesantemente sul settore, alimentando una crescente tensione, soprattutto in un periodo già segnato da un caldo estivo che ha accentuato il malcontento.

Nel frattempo, le difficoltà amministrative e burocratiche non fanno che alimentare il clima di incertezza. Recentemente, la Procura di Catanzaro ha avviato un’inchiesta giudiziaria che coinvolge i vertici del Dipartimento Sanità, focalizzandosi su alcune procedure di autorizzazione e accreditamento. Non si esclude che le problematiche legate a queste indagini abbiano rallentato ulteriormente le procedure di pagamento delle spettanze alle strutture private, che ora chiedono con urgenza il saldo delle somme dovute.

L’anno scorso, i lavoratori del comparto sanitario erano già scesi in piazza davanti alla sede della Cittadella regionale per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, fermo da anni. In quell’occasione, i sindacati avevano chiesto che l’attribuzione e il rinnovo degli accreditamenti fosse subordinata al rispetto del contratto nazionale, chiedendo un segnale concreto dalla Regione Calabria per garantire un trattamento equo e giusto per chi lavora nel settore sanitario.

Ora, la palla passa alla Regione Calabria, che dovrà rispondere alle richieste di risoluzione dell’emergenza, per evitare che la situazione diventi ancora più incandescente, in un contesto già teso e complicato.

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