L’avanzata dell’autonomia differenziata, spinta dalla Lega e sostenuta da Fratelli d’Italia, solleva nuove polemiche politiche. A lanciare l’allarme è Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, che denuncia un rischio concreto per la Calabria e l’intero Sud: «La Lombardia si prepara a firmare le prime intese con il governo su tre materie non Lep, tra cui la sanità».
Secondo Baldino, la trattativa che si sta sviluppando a livello nazionale è profondamente sbilanciata: «Si vuole far passare l’idea che i Livelli Essenziali di Assistenza siano già garantiti in tutta Italia, ma non è vero. Né sul piano giuridico né su quello sociale. Questo è un colpo alla sanità pubblica, soprattutto nelle regioni meridionali». In particolare, la deputata punta il dito contro la possibilità che vengano introdotti stipendi regionali per medici e infermieri, un meccanismo che rischia di creare un vero e proprio squilibrio tra Nord e Sud.
«Chi lavora al Nord guadagnerà di più, chi resta al Sud sarà costretto ad andarsene», afferma Baldino, sottolineando come questo possa tradursi in un esodo di personale sanitario qualificato dalle regioni meridionali, già colpite da anni di carenze strutturali. La deputata parla di un sistema sanitario “desertificato” nel Mezzogiorno, che rischia di perdere le ultime risorse umane disponibili.
Non mancano critiche anche al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, accusato di non intervenire con decisione per difendere la sanità calabrese. «Mentre al Pirellone si preparano ad aumentare stipendi e migliorare i servizi, in Calabria si resta spettatori passivi. Occhiuto – sostiene Baldino – dovrebbe battere i pugni sul tavolo, invece è complice della deriva della sua maggioranza».
Per la parlamentare 5 Stelle, il progetto del governo rappresenta una «deportazione di diritti» verso le regioni più ricche, mettendo a rischio l’universalità e l’equità del Servizio sanitario nazionale. «Altro che autonomia, è una messa all’asta dei diritti costituzionali», conclude Baldino, avvertendo che l’effetto potrebbe essere devastante: ospedali svuotati, cittadini del Sud penalizzati, e una sanità pubblica in ritirata.
Il quadro delineato dalla deputata si inserisce in un contesto di forti tensioni istituzionali e territoriali, in cui il tema dell’autonomia differenziata – se non accompagnato da meccanismi di garanzia reale per i territori più deboli – rischia di amplificare le disuguaglianze già esistenti.