Un’accusa frontale alla classe politica cittadina arriva dall’associazione “Cosenza nel Cuore”, che ha diffuso una nota in cui contesta con forza l’atteggiamento dell’amministrazione comunale in merito alla situazione del Cosenza Calcio. Nel mirino finiscono il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, l’assessore allo sport Chiara Penna e il sindaco Franz Caruso, accusati di immobilismo e totale disinteresse verso la crisi della società sportiva. Di seguito la nota a firma del direttivo.
«Ci lamentiamo che abbiamo una società di calcio chiusa su stessa, con finte finestre aperte, ma in questa città, sembra che ci sia timore a chiedere veramente chiarimenti al Cosenza Calcio e mettere spalle al muro Eugenio Guarascio e Rita Scalise, che continuano indisturbati a deturpare il calcio a Cosenza. I tifosi sono rimasti soli!».
«Un’amministrazione Comunale assente, che addirittura si vanta di non parlare più con Guarascio e Scalise, mentre in realtà, stante la situazione grottesca, dovrebbe essere proprio l’Ente l’unico deciso interlocutore, visti minati la funzione sociale e l’immagine di una città».
«E, quindi, ascoltiamo dichiarazioni sconcertanti del presidente del Consiglio comunale, Mazzuca, che afferma con discutibile convinzione di non voler parlare più con Guarascio e Scalise, mentre dovrebbe essere l’esatto contrario! Il Sindaco ormai si è tirato fuori completamente dalla questione. Incredibile, l’assessore allo sport mai pervenuta! L’Ente non riesce nemmeno a chiedere ai due irresponsabili, perchè si è arrivati a metà luglio senza un’area tecnica; perchè non si è in grado di fornire un bus per il ritiro a 57 km di distanza; perchè non hanno più ceduto; perchè continuano ad arrivare atti ingiuntivi!».
«Ci saremmo aspettati un’Amministrazione comunale più attenta, più presente per creare le giuste pressioni verso chi usa e abusa il Cosenza calcio, patrimonio di un intera provincia; si professa garante ma senza fare nulla, nonostante abbia ricevuto dichiarazioni ma la realtà sul Cosenza è andata in direzione nettamente contraria. Ciò che ci sconforta è ricevere corrispondenze da fuori Cosenza, da chi ci domanda come mai sta accadendo tutto questo nel più paradossale anonimato».
«I tifosi possono poco, a questo punto, sono rimasti soli, in una città silente, che pensa che il calcio serva solo per passarelle».